I commissari Bracandoro e Stabile (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice 

Due offerte. Sarebbero Banco Desio e Clitumnus, veicolo societario che comprende fondazioni e imprenditori umbri, ma anche soggetti lazione, i due soggetti che da giovedì sono formalmente in corsa per l’acquisto della Banca Popolare di Spoleto. Di ufficiale non c’è alcunché, ma qualche indiscrezione circola, in attesa che Bankitalia soppesi le due offerte vincolenti e relativi piani industriali.

Clitmnus investimento da 130 mln Dall’agenzia di stampa Reuters spiegano che la Clitmnus avrebbe tentato la scalata di palazzo Pianciani con un “investimento da 130 milioni di euro per un rafforzamento patrimoniale in contanti”, ricordando che l’obiettivo della cordata, guidata da Fondazione CrPerugia e Coop centro Italia, è quella di difendere la territorialità di Bps. Sull’offerta dell’istituto brianzolo, invece, non trapela alcunché, anche se nei giorni scorsi qualcuno aveva riferito di un’offerta leggermente superiore che non avrebbe comportato un aumento di capitale, perché disponibilità finanziaria ce ne sarebbe.

Quale futuro per Scs Resta poi da capire i profili, si presume piuttosto differenti, che i due investitori hanno abbozzato per Spoleto Credito e servizi, società cooperativa che al momento detiene il controllo di Bps (51%). Un elemento, questo, non di poco conto per i 18mila soci, che vorrebbero almeno avere un posto nel consiglio d’amministrazione, e più in generale per il territorio. La Clitumnus, in questo senso, sarebbe disposta a lasciare un pacchetto di azioni di minoranza, si è parlato del 25%, nelle mani di Scs che così potrebbe avere un consigliere nel board. Quale futuro abbia disegnato Banco Desio per la società cooperativa, invece, non è chiaro.

Ora al vaglio di Bankitalia Radiocor, però, spiega che l’istituto brianzolo sembrerebbe favorito per la tradizionale preferenza di Bankitalia nella scelta di acquirenti per le banche, mentre la cordata Clitumnus può contare su un appoggio esterno del Monte dei Paschi che rimarrà nel capitale, essendosi impegnata a non fare valere subito i propri diritti (un credito di 30 milioni) nei confronti di Scs. Le offerte ora saranno vagliate da Bankitalia, l’operazione secondo alcune indiscrezioni si concluderà ad aprile.

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