di Chia.Fa.
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Pronuncia rinviata al 19 dicembre. Ha ritenuto opportuno compiere gli approfondimenti del caso il giudice Terera Giardino della Corte d’Appello di Perugia, chiamata a pronunciarsi sulla revoca dell’affitto del ramo d’azienda richiesta da Pasta Julia spa, proprietaria degli stabilimenti e degli impianti di Spallo, che nel giugno 2012 aveva stipulato il contratto quinquennale in questione con Pasta Julia srl. Il giudice, però, avrebbe anche raccomandato alle parti di trovare un accordo accomodandosi più semplicemente intorno a un tavolo.
Spa, srl e newco Una notizia, questa, accolta con favore dai sindacati e dai 47 lavoratori in organico, ma anche da un territorio che segue attonito le vicenda di Pasta Julia. Sì, perché nell’ultimo anno e mezzo di attività la srl ha assicurato, forte di una rete commerciale solida, livelli occupazionali e produttivi, pagando puntualmente gli stipendi dei 47 dipendenti in organico all’azienda. Tant’è che l’iniziativa dell’omonima spa, su cui pende una procedura di concordato preventivo, ha messo in allerta i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Già, perché la revoca del contratto d’affitto alla srl è stato richiesto in funzione della stipula di un accordo analogo con una newco le cui intenzioni, però, al momento sono tutt’altro che chiare.
Taglio del 50% delle maestranze? Nelle ultime ore, tanto per intendersi, è trapelata da più parti l’indiscrezione che la newco abbia messo in cantiere il taglio drastico della maestranze che da 47 passerebbero a 23. Possibilità, questa, che ha fatto alzare la guardia di Cgil, Cisl e Uil, che ormai da giorni chiedono alla Regione la convocazione di un tavolo tra le parti, dalla proprietà alla Pasta Julia srl fino alla newco, trovando però ben poche sponde.
Gepafin ha il 27% di Pasta Julia spa Eppure tutti si attendevano una reazione più decisa da palazzo Donini, che attraverso Gepafin detiene il 27% di Pasta Julia spa, e quindi per una volta può far sentire non solo la sua voce istituzionale ma pure quella di socio. E chissà che forse l’invito della Corte d’Appello a trovare un accordo tra le parti possa essere raccolto.
