di Chia. Fa.
Peggio delle società partecipate dell’Umbria, ci sono solo quelle del Lazio, mentre anche quelle della Campania e dalla Sicilia seppur coi conti in rosso, se la cavano molto meglio. Già, perché Confartigianato attraverso un rapporto elaborato dai propri esperti ha messo in ordine su scala nazionale i risultati della grave diagnosi emessa dalla Corte dei Conti non più tardi di un mese fa, da cui era già emerso come anche l’Umbria figurasse tra le 8 regioni in cui le società partecipate conseguono perdite complessive superiori agli utili.
Partecipate coi conti in rosso Come già riportato a fine luglio, dall’analisi compiuta sui bilanci 2013 dalla Sezione delle autonomie della magistratura contabile per l’Umbria, nella regione praticamente tutti i Comuni, Province e Regione devono fare i conti con un profondo rosso per 26. 4 milioni di euro, a fronte di 32.8 milioni di perdite e 6.4 milioni utili. La forbice, poi, si restringe appena lo spettro viene esteso anche a quelle partecipate non interamente a capitale pubblico, vale a dire società umbre con compagini composte tanto da enti locali quanto da privati. Dai bilanci delle 82 tra spa, srl, società consortili e altro analizzati emergono perdite complessive per 44.3 milioni che, sempre nel 2013, hanno divorato i circa 23 milioni di utili prodotti.
Umbria peggio della Campania Restando alle società a totale partecipazione pubblica al centro del rapporto di Confartigianato, peggio dell’Umbria fa solo il vicino Lazio a cui l’associazione di categoria ha già consegnato la maglia nera per una gestione delle partecipate che ha fatto segnare perdite per 32 milioni e utili che non superano il traguardo dei 5 milioni, fermandosi a 4.4 milioni. Segue per l’appunto l’Umbria che in termini di perfomance delle partecipate ha squilibri economici e finanziari più pesanti anche della Campania (24.4 milioni di perdite per 4.6 milioni di utili).
Classifica Nella classifica segue l’unica regione del Nord inserita nel club dall’associazione di categoria, cioè il Piemonte (27.6 milioni di perdite per 18.4 milioni di utili), poi largo a Calabria (7.5 milioni di perdite e 800 mila euro di utili), Abruzzo (perdite per 7 milioni e utili per 1.8 milioni), Molise (3 milioni di perdite e 300 mila euro di utile) e infine Sicilia (13.9 milioni di perdite e 11.5 di utili).
Aggiornamento: la nota di Marini Dopo la pubblicazione dei dati, viene diramata dalla Regione una nota stampa della presidente Marini: «Le partecipate della Regione Umbria hanno i conti in equilibrio. I dati diffusi da Confartigianato – ha proseguito la presidente – riguardano il 2013, senza peraltro che si possa evincere a quali società partecipate fanno riferimento e a quali enti pubblici esse appartengano, Comuni, Province, Regione? Il dato generale – secondo la presidente – è dunque condizionato per l’Umbria dalla presenza di Umbria Mobilità che, nel 2013, grazie all’azione decisa della Regione a supporto degli enti proprietari, portò alla vendita di Umbria mobilità esercizio per dare soluzione a problematiche pregresse. Quindi oggi – ha ribadito Marini – nessuna partecipata della Regione Umbria ha i conti in rosso, ma al contrario da parte della Regione c’è stata una forte azione di risanamento che gli atti documentano. Peraltro sorprende – ha concluso la presidente – che Confartigianato faccia simili valutazioni senza entrare nel merito dei singoli aspetti».
Liberati Entra nel merito anche il consigliere del M5s Liberati attraverso una nota: «In realtà, considerando il numero di abitanti, l’Umbria rappresenta di gran lunga la peggiore regione d’Italia per deficit prodotto dalle partecipate. E’ il frutto del combinato disposto di una governance inadatta unita all’assoluta opacità amministrativa e gestionale di tali aziende. Opacità che trova il suo cuore proprio in una Regione parimenti priva di qualsiasi trasparenza. Il Movimento 5 Stelle dell’Umbria, con i suoi esperti, ha avviato una ricognizione sulle partecipate i cui esiti saranno resi noti in settembre. La mia collega in Regione, Maria Grazia Carbonari, aveva tuttavia già segnalato alcune gravi anomalie nel corso della seduta di Consiglio del 29 luglio scorso».
Ricci Il consigliere Claudio Ricci parla di «risorse sprecate»: «La Regione Umbria – scrive in una nota – è al penultimo posto (peggio è risuscita a fare solo la Regione Lazio) per quanto attiene alle società partecipate regionali con perdite pari a 32.8 milioni di euro (e utili di solo 6.4 milioni di euro) secondo fonti della Confartigianato. Una situazione (peraltro segnalata dalla Corte dei Conti anche per il 2014) non più accoglibile. Sono risorse che vengono sprecate, per servizi peraltro da migliorare, quando ogni giorno famiglie e imprese sono in forte difficoltà. Tutto questo deve essere cambiato velocemente (per evitare di mettere a rischio lo stesso bilancio della Regione Umbria) scegliendo, sia in termini di personale dirigente che per quanto attiene alle scelte aziendali, il merito e il meglio che produce maggiori risultati e non privilegiare scelte di parte o tipicamente politiche. Visto che queste sono risorse tolte allo sviluppo della Regioneci auguriamo che tutte le categorie socio economiche e culturali si mobilitino, unitamente a ciò che gli strumenti istituzionali regionali ci consentiranno di fare in assemblea legislativa dell’Umbria, per ‘bloccare questa situazione’ che chiama a evidenti responsabilità politico gestionali».
Twitter @chilodice

ha ragione, il debito procapite degli Umbri è pari a 6 volte quello dei laziali, quindi lo SCUDETTO è nostro!!!!
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