Palazzo Donini (foto archivio F. Troccoli)

Palazzo Donini accoglie positivamente la fusione tra la Confindustria di Perugia e Terni, ma reagisce agli accenti polemici emersi nel corso della conferenza stampa di presentazione, riportate tra l’altro da Umbria 24, che ne ha esposto in maniera fedele la sostanza dei contenuti.

Sorpresi dei riferimenti polemici In una nota, Palazzo Donini «prende atto positivamente del processo di semplificazione che tale scelta produrrà, auspicando che ciò possa inoltre determinare un confronto più efficace – che fino ad oggi non si è esplicitato compiutamente,- su alcune grandi questioni industriali e occupazionali umbre, che investono anche e soprattutto il ruolo delle imprese, come ad esempio l’attuazione dell’Accordo di programma per l’area della Merloni, il futuro del Polo Chimico ternano e la cessione della proprietà dell’Ast». Perciò «la Giunta regionale tutto si sarebbe aspettata meno che un polemico riferimento – secondo quanto riportato da alcuni organi di informazione – ad una scarsa capacità di ascolto della politica, visto che le istituzioni regionali e locali stanno gestendo queste complesse vicende che riguardano importanti imprese umbre e migliaia di lavoratori con impegno, rigore e senso di responsabilità. Tali vicende, gestite in solitudine dalle istituzioni pubbliche umbre,  avrebbero al contrario necessitato di un impegno e un ruolo da parte delle organizzazioni rappresentative delle imprese».

Non abbandonare i Tavoli «Ovviamente – prosegue Palazzo Donini – la situazione economica umbra, particolarmente difficile, avrebbe richiesto il non abbandono dei Tavoli di concertazione dell’Alleanza per lo sviluppo da parte di Confindustria umbra – Tavoli invece partecipati con altri soggetti, con le rappresentanze dei sindacati e altre associazioni di  categoria -, in quanto ciò avrebbe rafforzato ulteriormente la loro funzione».

Ingerenza sull’assessore Sorprendono Palazzo Donini altresì «le affermazioni relative al profilo e ai criteri adottati dalla Presidente per la nomina dell’assessore regionale Fabio Paparelli, soprattutto perché rappresentano un’inopportuna ingerenza. Si ricorda infatti – prosegue la nota -, che la nomina di un membro di Giunta è esclusiva competenza della presidente della Giunta regionale che, nella sua autonomia politica e istituzionale, definisce la nomina degli assessori. In ogni caso, non risulta esserci stato alcun confronto, né si sono registrati suggerimenti o suggestioni da parte delle forze economiche e sociali umbre, né della stessa Confindustria per la nomina dell’assessore Paparelli».

Impegno riconosciuto «Il lavoro della Giunta regionale – si legge ancora – è stato ed è indirizzato a quell’obiettivo di semplificazione istituzionale, riduzione dei costi di funzionamento dell’ente e della politica, concentrandosi soprattutto nell’indirizzare risorse su politiche per i servizi e lo sviluppo. L’efficacia di questa azione – conclude Palazzo D0nini – ha trovato riconoscimento ad esempio nella recente valutazione effettuata dall’Agenzia di rating Standard & poor’s  che nei giorni scorsi, in merito al bilancio e alle politiche pubbliche della Regione Umbria,  l’ha collocata a pieno titolo tra le regioni del Centronord del Paese».

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