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Olio d'oliva

È la sostenibilità economica della filiera olivicola regionale, messa a dura prova negli ultimi anni da campagne produttive difficili, dall’aumento dei costi energetici e dalla crescente instabilità climatica, il tema che dovrà essere al centro del Tavolo tecnico regionale del settore olivicolo-oleario, voluto dall’assessora regionale Simona Meloni. L’organismo è stato promosso dalla Regione con l’obiettivo di avviare una nuova fase di confronto e programmazione strategica per uno dei settori più rappresentativi dell’agricoltura regionale. L’iniziativa è stata accolta positivamente dal mondo cooperativo agroalimentare legato a Confcooperative-Fedagripesca, che da tempo richiama l’attenzione sulle difficoltà attraversate dalla filiera dell’olio umbro.

Una risposta forte Alla riunione è intervenuto il direttore regionale di Confcooperative-Fedagripesca Umbria, Lorenzo Mariani, che ha sottolineato la necessità di un intervento condiviso per sostenere il settore. «Produciamo un olio straordinario e apprezzato da tutti che, per caratteristiche qualitative, è probabilmente tra i migliori del mondo», ha affermato Mariani, ricordando anche il valore paesaggistico, ambientale e culturale degli oliveti umbri. «Oggi però – ha aggiunto – serve una risposta forte e condivisa per fare in modo che il nostro oro verde possa diventare realmente oro anche sotto il profilo economico per produttori e frantoi».

Le priorità Secondo Confcooperative-Fedagripesca, tra le priorità c’è il contrasto al progressivo abbandono degli oliveti in diverse aree della regione. «Occorre invertire il pericoloso trend di abbandono dell’olivicoltura», ha aggiunto Mariani, spiegando che servono nuovi strumenti, investimenti, aggregazione tra produttori e una strategia regionale capace di valorizzare l’identità dell’olio umbro. Al centro del confronto anche il tema della Dop Umbria. Il dato ritenuto più significativo riguarda la quota di olio extravergine certificato: soltanto il 3 per cento della produzione regionale viene infatti commercializzato come Dop Umbria. Per Confcooperative è necessario rafforzare il percorso di valorizzazione della denominazione, sia nel breve sia nel medio-lungo periodo.

I temi Tra gli argomenti che il Tavolo tecnico sarà chiamato ad affrontare figurano la revisione del disciplinare e delle sottozone, la costituzione del Consorzio di tutela riconosciuto dal Ministero e il potenziamento delle attività di promozione e formazione rivolte agli operatori del settore. Nel percorso di rilancio del comparto è stato richiamato anche il lavoro svolto in questi anni da diversi soggetti del territorio. In particolare, Confcooperative ha riconosciuto il ruolo della cooperativa Assoprol Umbria nella promozione delle produzioni Dop e biologiche e nelle attività di formazione e assistenza tecnica. Citati anche i contributi di Unaprol, della Camera di Commercio dell’Umbria, della Strada dell’Olio evo. Dop Umbria, del Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria 3A, dell’Università degli studi di Perugia e del Consiglio nazionale delle ricerche, in una prospettiva di governance regionale condivisa della filiera.

Più coinvolgimento Per il presidente di Confcooperative-Fedagripesca, Massimo Sepiacci, la sfida riguarda anche il piano culturale e commerciale. «Occorre coinvolgere maggiormente i ristoratori, gli operatori dell’ospitalità, la gdo e le grandi aziende del comparto oleario presenti in Umbria», ha spiegato Sepiacci, con l’obiettivo di spingere i consumatori a riconoscere e scegliere le produzioni 100 per cento umbre attribuendo loro un valore economico adeguato. Secondo Confcooperative, l’insediamento del Tavolo tecnico rappresenta un passaggio strategico per costruire una visione condivisa in grado di coniugare qualità delle produzioni, redditività delle imprese, tutela del paesaggio e competitività del comparto olivicolo regionale.

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