Il presidente di Okcom Massimo Franzè (foto Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

Buone notizie per i clienti di OkCom: venerdì infatti di fronte all’Autorità per le comunicazioni e al presidente del Corecom Umbria Mario Capanna è stato siglato l’accordo per la riattivazione dei servizi. Accordo resosi necessario dopo che nei giorni scorsi, come noto, il contenzioso tra l’azienda con sede a Sant’Andrea delle Fratte (Perugia) e Telecom aveva procurato gravi disservizi agli utenti, duemila in Umbria e 20 mila a livello nazionale.

L’accordo Entro martedì 12 OkCom comunicherà le specifiche tecniche a Telecom Italia, che entro i dieci giorni successivi procederà a riconfigurare la rete per consentire la riattivazione di ogni servizio. OkCom provvederà inoltre nel proprio sito a comunicare tutte le informazioni utili sulle tempistiche di risoluzione dei disservizi. «Il Corecom Umbria – riferisce il presidente Mario Capanna – in questa vicenda ha svolto pienamente il ruolo di garante a servizio degli interessi di imprese e cittadini, anche grazie all’intervento congiunto con l’Autorità».

Valutare le proposte Buone notizie le attendono anche i lavoratori della società e i sindacati che hanno preso visione della lettera, pubblicata giovedì da Umbria24, con la quale la Elsynet di Bra (Cuneo) si fa avanti manifestando l’intenzione di rilevare OkCom. Una proposta che secondo i sindacati va «attentamente valutata» ma che necessariamente, in caso vengano aperte le trattative, richiederà tempi lunghi: ecco perché i sindacati «ritengono che in questa fase occorra dare la massima priorità alla messa in sicurezza di tutti i lavoratori interessati».

Dubbi e preoccupazioni Al momento, nonostante la recente manifestazione di disponibilità di OkCom, non è stata attivata alcuna procedura di tutela dei lavoratori (tutti molto giovani) e si rimane in attesa di una «imminente riconvocazione» del tavolo di crisi da parte della Regione mentre i dubbi rimangono: «OKcom infatti – scrivono i sindacati -, sta continuando a gestire un affitto di ramo d’azienda (il ramo tlc) il cui contratto è scaduto alla fine del 2012 e, per questo, appare francamente incomprensibile come tuttora possa essergli comunque riconosciuta una piena titolarità gestionale, i cui effetti, di fatto, vanno ad esplicarsi su assets (gli apparati, i clienti, lo stesso immobile della sede di Perugia) la cui proprietà è riferita ad altri soggetti». Una situazione sulla quale si chiede di «fare chiarezza».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.