domenica 31 luglio 2016 - Aggiornato alle 11:38
8 febbraio 2013 Ultimo aggiornamento alle 14:13

Crisi OkCom, spunta la proposta di acquisto di una società piemontese. E c’è l’accordo con Telecom

La Elsynet di Bra (Cuneo) mette nero su bianco una proposta con una lettera del suo ad: «Siamo interessati». Cassa in deroga, grido delle Regioni: Inps blocca i pagamenti

Crisi OkCom, spunta la proposta di acquisto di una società piemontese. E c’è l’accordo con Telecom
La protesta dei lavoratori di Ok Com (Foto Lucia Caruso)

di Daniele Bovi

Sul tavolo della crisi di OkCom, l’azienda di telecomunicazioni con sede a Perugia che ha rilevato una parte di Teleunit negli anni scorsi, arriva una proposta di acquisto. A metterla nero su bianco, con una lettera inviata, oltre che a OkCom, anche alla prefettura, alla Cgil, al Corecom, a Teleunit e alla nostra redazione, è la Elsynet di Bra (Cuneo). «Abbiamo appreso dalle testate giornalistiche – è scritto nella lettera firmata dall’amministratore delegato Cristiano Bertello – delle problematiche che la vostra azienda sta subendo in questi giorni. La nostra società, in espansione nel settore Tlc, è interessata a valutare un tavolo di lavoro industriale che miri al salvataggio della parte industriale e del personale facente capo alla vostra società».

La lettera «Pertanto – si legge ancora – ci rendiamo disponibili a valutare l’acquisizione della parte industriale per approntare un piano industriale che miri alla salvaguardia, oltre che al rilancio industriale, dell’azienda OkCom». Firmato, come detto, Cristiano Bertello, numero uno di quella Elsynet che, nata nel 1981, nel 2007 diventa società dedita principalmente alle telecomunicazioni. Un’azienda che, stando al profilo rintracciabile sulla Rete, possiede un’infrastruttura proprietaria formata da più di 600 ponti radio per un totale di settemila chilometri, 3.300 clienti e che sembra puntare, col sistema dei ponti radio, su quelle zone dove non c’è banda larga.

Lavoratori in attesa Se la «manifestazione d’interesse» spedita martedì avrà un seguito non si sa, ma intanto i 45 lavoratori di Sant’Andrea delle Fratte, età media 30 anni, aspettano. OkCom, come noto, è in una fase critica di stallo a causa del contenzioso aperto con Telecom. Contenzioso che sta portando alla progressiva disattivazione delle reti. Una situazione che rischia di mettere in discussione tutti i posti di lavoro e che al tempo stesso ha provocato  danni (compresa l’irraggiungibilità telefonica) agli utenti, circa 20 mila in Italia, tra cui anche aziende di rilievo, enti locali, scuole e soggetti impegnati nella tutela quotidiana della salute pubblica, come diverse sedi della Croce rossa in Umbria.

Accordo con Telecom Una situazione che sembra in via di risoluzione: secondo quanto comunicato giovedì sera in una nota dal Movimento dei consumatori, venrdì Telecom ed OkCom firmeranno un accordo che dovrebbe mettere fine ai disservizi. «Il 27 febbraio a Perugia – spiega sempre il Movimento – è previsto un incontro tra OkCom e le associazioni dei consumatori, alla presenza del Corecom Umbria, per definire gli indennizzi spettanti agli utenti che hanno subito i disservizi e che dovranno essere risarciti così come prevede la normativa di settore. Tutti gli utenti hanno diritto ad indennizzi giornalieri per ogni disservizio subito. Il Movimento si batterà affinché gli indennizzi vengano corrisposto in automatico, senza che gli utenti debbano sostenere costi e tempi lunghi per far valere i loro diritti».

Cassa in deroga, bloccati i pagamenti La Regione si è attivata per bloccare il contenzioso con Telecom mentre l’azienda, che terrà l’11 febbraio un importante consiglio di amministrazione, si è detta disponibile nei giorni scorsi ad attivare gli ammortizzatori sociali. Un capitolo, specialmente quello che riguarda la cassa integrazione in deroga, sul quale giovedì si è levato il grido delle Regioni nel corso della Conferenza Stato-Regioni. La preoccupazione dei presidenti riguarda in particolar modo il blocco dei pagamenti da parte delle sedi regionali Inps, fondato sulle direttive del ministero del Lavoro. Un blocco che «sta creando le premesse – dice palazzo Donini in una nota – per un vero e proprio conflitto sociale in quanto si stanno lasciando senza alcuna protezione sociale i lavoratori che hanno comunque maturato il diritto ai trattamenti in deroga nel 2012». Le Regioni hanno così chiesto un incontro urgente con governo e sindacati e un intervento da parte del Ministero per sbloccare i pagamenti.

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250