
di Daniele Bovi
Se si ha fino a 30 anni e si cerca un posto di lavoro in Umbria, il terzo trimestre dell’anno poterebbe essere il periodo giusto, con oltre 1.200 posti messi a disposizione dalle imprese della regione. E’ l’Umbria infatti, secondo le previsioni di Unioncamere (analizzate dal centro di ricerca Datagiovani), ad essere in testa alla classifica nazionale per il terzo trimestre: secondo lo studio pubblicato lunedì, che non tiene conto delle assunzioni stagionali, le maggiori opportunità per i giovani rispetto ai posti disponibili sono in Umbria, con il 60,5% dei posti riservati agli under 30 sul totale delle assunzioni previste dalle imprese. In valori assoluti, da 962 a 1.221 posti. Una cifra, quella del 60,5%, nettamente superiore alla media nazionale (41%) e a quella di molte regioni del Centro Italia.
Oltre mille posti in provincia di Perugia Quel Centro Italia che, insieme al Sud, Unioncamere vede come i posti dove l’occupazione giovanile ripartirà nel terzo trimestre dell’anno. Percentuali ancora più alte si registrano in provincia di Perugia, dove le imprese prevedono di assumere il 66% di under 30. Ed è proprio qui che si concentra il grosso delle previsioni: su un totale regionale di oltre 1.200 posti, sono 1.080 le assunzioni di giovani previste in provincia di Perugia. Dati relativi ai settori che richiedono più posti a livello regionale non sono citati nello studio, ma se dovessero valere i numeri nazionali le occasioni di lavoro sarebbero perlopiù concentrate nei servizi. Delle circa 44 mila assunzioni non stagionali infatti, 31.500 sono in questo settore. Oltre 10 mila figure sono richieste nella piccola e grande distribuzione commerciale, mentre l’alberghiero cerca 4.800 tra cuochi, camerieri e altre professionalità. Buone poi le opportunità anche per operai specializzati nelle costruzioni (2.400) e nella metalmeccanica (2.300).
Recupero ancora lontano In sintesi Unioncamere e Datagiovani sottolineano come i numeri relativi al terzo trimestre dell’anno siano buoni, ma ancora insufficienti per pensare ad un recupero in tempi brevi i 190 mila posti persi dall’occupazione giovanile in due anni assai difficili come il 2009 e il 2010.
