I lavoratori della Novelli incrociano le braccia per una giornata, programmati picchetti di fronte allo stabilimento di Spoleto e alla prefettura di Terni. Questa la decisione assunta a margine della girandola di assemblee e ufficializzata giovedì mattina dalle organizzazioni sindacali a seguito dello stipendio super leggero di settembre che, in base a quanto comunicato dal Consiglio di amministrazione tecnico, prevede il pagamento di un acconto di 500 euro per tutti i 350 lavoratori umbri. Ma al di là delle spettanze sotto i riflettori c’è la vendita del Gruppo alimentare di cui si tornerà a discutere il 21 ottobre al ministero dello Sviluppo economico (Mise): «I quattro anni di crisi potrebbero trovare un punto di svolta se al tavolo emergerà – si legge nella nota delle sigle sindacali – la possibilità di un acquirente per l’intera realtà produttiva, scongiurando così lo spacchettamento delle produzione». E poi: «La situazione dei lavoratori – hanno spiegato le organizzazioni sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil – si fa sempre più incerta e pesante, questi lavoratori lamentano il mancato pagamento del saldo della quattordicesima e di una parte dell’ultima mensilità. Mentre chi è fuoriuscito dalla realtà produttiva non si è visto ancora erogare parte del Tfr, frutto dei sacrifici di una vita». Nel mirino dei rappresentanti sindacali anche «l’immobilismo del Cda e scelte non adeguate a favorire investimenti, ma anche un piano industriale previsto nel concordato mai attuato e consulenze che hanno appesantito una situazione economica già critica. Tutto questo – hanno concluso – rischia di vanificare i sacrifici dei lavoratori, il cui senso di responsabilità non è mai venuto meno». Lo sciopero di venerdì prevede anche presidi di fronte ai cancelli del centro di confezionamento e pastorizzatore di Spoleto e davanti alla prefettura.
Novelli, proclamata una giornata di sciopero: «Al tavolo del Mise ci aspettiamo risposte sulla vendita»
