di Marta Rosati e Chiara Fabrizi
«Le banche rischiano di compromettere il rilancio del gruppo Novelli». Questo il messaggio lanciato nuovamente lunedì mattina dal centinaio di lavoratori protagonisti del presidio andato in scena di fronte la prefettura di Terni dopo che, nei giorni scorsi, il Consiglio di amministrazione tecnico ha reso comunicato che le delibere degli istituti di credito relative al via libera della finanza ponte è slittato al 24 dicembre e conseguentemente i livelli di liquidità dell’azienda alimentare non possono sostenere il pagamento delle tredicesime ai 500 dipendenti del Gruppo, 300 circa quelli in organico agli stabilimenti di Spoleto, Amelia e alla sede legale di Terni, che saranno così versate non prima di gennaio.
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Lavoratori Novelli in protesta Nel documento distribuito durante la manifestazione sindacale si mette in chiaro che la crisi della Novelli non è legata alle commesse progressivamente recuperate negli ultimi tre anni, bensì al nodo finanziario «perché le banche – si legge nel documento – continuano a rinviare l’approvazione delle delibere col rischio di farci trovare a fare i conti con l’ennesima frittata». L’apertura di credito da 6 milioni di euro circa se, da un lato, assicurerebbe un livello di liquidità per una gestione ordinaria non critica, dall’altro è indispensabile per procedere a investimenti da tempo programmati nello stabilimento Ovito di Spoleto.
Banche rischiano di compromettere rilancio In questo senso la sindacalista Maria Rita Paggio di Flai-Cgil di fronte alla prefettura di Terni afferma: «Se entro il 24 dicembre non arrivassero le delibere delle banche la situazione si farebbe particolarmente grave e preoccupante, peraltro in maniera del tutto ingiustificata perché – dice – a oggi non sono state fornite ragioni valide sui ritardi che da 6 mesi a questa parte si stanno facendo registrare gli istituto di credito, tamponante soltanto grazie ai tanti sacrifici accettati dai lavoratori sia in termini salariali che organizzativi. Le banche – prosegue Paggio – non hanno corrisposto la finanza ponte prevista, bloccando di fatto le spettanze dei lavoratori ma anche le prospettive di rilancio del gruppo. Noi non possiamo più aspettare, abbiamo bisogno di risposte chiare nel più breve tempo possibile – è la conclusione – per garantire un futuro produttivo adeguato al Gruppo, alle maestranze e all’economia dell’Umbria».
Attese risposte per il 24/12 A far eco è Simone Dezi di Fai-Csil: « C’è forte preoccupazione perché in questi anni i lavoratori hanno già dato abbondantemente. Ora in questi giorni dovrebbero arrivare le delibere, ma ancora non abbiamo risposta dal sistema bancario. L’iniziativa di oggi serve a sensibilizzare l’opinione pubblica su questa delicata crisi e se entro il 24 dicembre non arrivasse il via libera dagli istituti di credito saremmo pronti a ulteriori iniziative sotto le sedi degli istituti di credito».
«Colpevoli non solo le banche» Pierluigi Cecchini, segretario territoriale della Uila Uil di Terni si aspetta aiuto dal prefetto anche dal punto di vista morale, «per sbloccare – dichiara ai microfoni di Umbria 24 – una vicenda che inizia ad avere dell’incredibile. Siamo in piazza – aggiunge – contro le banche, ma non sono gli istituti di credito gli unici colpevoli in questa storia, il Cda ad esempio non è stato all’altezza delle aspettative. Incomprensibile – tuona – il tourbillon di entrate e uscite da parte di diversi dirigenti all’interno dell’azienda. Il piano industriale -aggiunge – non si capisce che tipo di finalità abbia, è il momento di giocare a carte scoperte».
Twitter @martarosati28 e @chilodice
