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No al css nelle cementerie, no all’ampliamento delle discariche, politiche green, senza mandare la regione in fumo. Sono questi alcuni slogan esposti durante una manifestazione di protesta di cittadini ma anche rappresentanti di associazioni e di comitati (una cinquantina in tutto le sigle che hanno aderito) davanti al consiglio regionale. Contestano la linea intrapresa dalla Regione e che rappresenta, a parere di chi protesta, un grave rischio per l’ambiente, sia per le politiche di gestione dei rifiuti che per il css da mandare nelle cementerie (a breve gli uffici della Regione dovranno decidere se permettere di bruciare il combustibile solido secondario nelle cementerie eugubine). C’erano cittadini di Perugia, di Gubbio, di Marsciano e di altre aree dell’Umbria. Hanno espresso il proprio «dissenso rispetto all’operato della Regione. L’interesse collettivo – è stato detto – è da tutelare prima dell’interesse privato delle aziende». «Vogliamo dati incontrovertibili e imparziali anche sullo stato attuale, dell’acqua, del terreno e dell’aria». E ancora: «Vogliamo garanzie, ci opponiamo che si inceneriscano rifiuti. Un altro tipo di sviluppo industriale del territorio è possibile a partire dal turismo». Infine: «Non vogliamo Gubbio diventi la pattumiera del Centro Italia».

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani Giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Impegnato nel campo della formazione al giornalismo digitale e multimediale.