Alcuni operai di fronte allo stabilimento di San Sisto (foto U24)

Lo stato di agitazione degli oltre mille dipendenti del gruppo Nestlé Italia, il blocco delle flessibilità e degli straordinari, con la convocazione delle assemblee dei lavoratori: queste le iniziative decise dal coordinamento sindacale del gruppo alimentare Nestlé e dalle segreterie nazionali di Fai, Flai e Uila dopo l’incontro con la dirigenza di venerdì scorso a Milano sul contratto integrativo. Su cui c’è stata, dicono i sindacati, la «indisponibilità di Nestlé ad un confronto separato dalla riorganizzazione. La rottura delle trattative è arrivata per la «indisponibilità di Nestlé – spiegano i sindacati in un comunicato – di tenere separate le discussioni sul rinnovo dell’integrativo dai temi della riorganizzazione». «La questione – ricorda Sara Palazzoli, segretario della Flai-Cgil Umbria – è sempre quella della cosiddetta ‘curva bassa’ produttiva che riguarda sia il cioccolato prodotto nello stabilimento Perugina di San Sisto», dove si producono i ‘Baci’, «sia il gelato dei siti di Parma e Ferentino, in provincia di Frosinone».

La curva bassa Nella fabbrica, da sempre, c’è la «curva alta» del lavoro e quella «bassa», ovvero i due periodi dell’anno cioè in cui la cioccolata si produce e si vende di più e viceversa. «Su questa problematica – prosegue Palazzoli -, da tre anni la dirigenza Nestlé torna alla carica con ricette diverse per risolvere il problema costituito, dal loro punto di vista, dall’eccesso di dipendenti full time in questa fase di calo produttivo. Prima ha cominciato proponendo il cosiddetto ‘patto generazionale’ tra padri dipendenti e figli, poi quest’anno la cassa integrazione. Ora subordina il confronto sull’integrativo alla riorganizzazione del lavoro nei tre siti italiani: una soluzione per noi inaccettabile, prima di tutto per la differenza di situazioni fra i tre stabilimenti.

Il futuro «E poi perché – prosegue Palazzoli – il nostro obiettivo è che Nestlé ci dica quali sono le sue intenzioni per quanto riguarda il proprio futuro in Italia, con tutto ciò che segue per le strategie di mercato. Vogliamo parlare anche, e soprattutto, di questo, nell’incontro già fissato per il 16 aprile prossimo in Confindustria a Perugia. Un fatto è certo – conclude Palazzoli – e cioè che Nestlé non può scaricare sui lavoratori un calo produttivo e di vendite dovuto anche alle scelte del management».

La replica Nel pomeriggio arriva la replica dell’azienda che si dice «colpita dalla presa di posizione delle sigle sindacali a fronte – è detto in una nota – di una ampia disponibilità dell’azienda che, in uno scenario di mercato molto mutato nel corso degli ultimi anni e che necessita di nuovi paradigmi produttivi, è impegnata a ricercare le migliori soluzioni per favorire la competitività delle produzioni italiane e la salvaguardia dei posti di lavoro. Per questo l’azienda proseguirà nel dialogo a livello locale già avviato con le rappresentative sindacali». «Nel corso della sessione di trattative per il rinnovo del contratto integrativo aziendale del prossimo triennio – è detto ancora -, l’azienda ha posto come punto chiave la necessità di adeguare il modello produttivo di alcuni business per rilanciarne la competitività. I settori del dolciario e del gelato sono infatti caratterizzati da consumi fortemente stagionali. Questo impone di avvicinare il momento della produzione a quello del consumo, concentrando le produzioni in determinati momenti dell’anno».

Le necessità «Negli ultimi anni – conclude la Nestlé -, questa esigenza del mercato è andata sempre più accentuandosi, in linea con le necessità dei clienti e soprattutto della grande distribuzione che, sempre più, concentrano l’acquisto dei prodotti nei momenti ravvicinati a quelli del consumo, questo sia per una gestione più efficiente delle scorte, sia per garantire la massima freschezza del prodotto, a beneficio dei consumatori finali».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.