Un impianto della Sogeco

di M. To.

La Fiom Cgil, nei giorni scorsi, aveva lanciato l’allarme relativo alla situazione della Sogeco di San Liberato di Narni e aveva usato toni preoccupati, ma c’è chi, invece, parla senza mezzi termini di «scandalo».

La denuncia A farlo sono i proprietari di due– Terni Metal e Cpm – delle tre aziende operative nel sito industriale: «Lo scandalo della procedura del concordato preventivo della ex Sogeco – dicono – rischia di affondare le nostre aziende, perché il tribunale di Terni, dopo quasi due anni, ancora non è riuscito a fare chiarezza sulla situazione del default della Sogeco Emmesse in liquidazione avvenuto nel corso del 2012, mettendo a rischio tutte le azioni volte alla salvaguardia del sito produttivo e dei lavoratori, ammontanti a circa 80 unità».

Gli accordi Nel corso del 2013, dicono i titolari delle aziende, «sono stati individuati tre rami di azienda produttivi e si è proceduto al loro affitto alla Terni Metal e alla Cpm di Narni e alla Eb Metal di Arezzo; che hanno proceduto, a seguito di accordi con la proprietà e con i sindacati, ad assumere circa 30 lavoratori ed a prendere in affitto gli impianti produttivi, iniziando la produzione e la commercializzazione dei propri prodotti».

Le attività Le due aziende narnesi, in particolare «si occupano della produzione di ponteggi industriali e di box e monoblocchi in acciaio. Come noto a tutti il settore edile è, soprattutto in Italia, un settore in fortissima difficoltà, ma nonostante tutto, dopo circa dieci mesi di attività, grazie a strategie commerciali mirate, il parco clienti è in aumento e sono stati anche riconquistati alcuni clienti che avevano abbandonato la Sogeco per i ben noti problemi economici e finanziari di quest’ultima».

L’estero Si è lavorato molto, spiegano alla Terni Metal e alla Cpm di Narni, «sia sul mercato italiano, tramite joint-venture con altri produttori e competitor sia sul mercato internazionale, attivando contatti con Algeria, Grecia e Kuwait e non ultime le missioni commerciali in Marocco, Malesia, Indonesia e Abu Dhabi». Nel progetto industriale sono stati inoltre individuati investimenti in revamping dei macchinari esistenti e l’acquisto di nuovi macchinari «fortemente innovativi che daranno ulteriore valore alla produzione, rendendo i prodotti altamente competitivi. Sono inoltre previsti investimenti nella Ricerca e Sviluppo di nuovi prodotti destinati al mercato estero ed al settore dello sport e spettacolo».

I dubbi Ad oggi «le aziende locali sono operative ed in buona salute, gli stipendi vengono pagati regolarmente e non si rilevano criticità negli incassi grazie ad una accurata politica di gestione dei clienti e guardano al futuro con mmoderato’ ottimismo. Purtroppo – è l’accusa – la vecchia proprietà coadiuvata da mega-staff di consulenti e di speculatori sta cercando con azioni al limite della legalità di capovolgere la situazione e di mantenere il controllo dell’azienda».

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