Vogliono chiarezza gli operai della Antonio Merloni. Disorientati dalle notizie contraddittorie che giungono da Roma sulle presunte offerte di acquisto, i rappresentati del Comitato dei lavoratori chiedono un impegno alle istituzioni oppure minacciano di non andare a votare alle prossime elezioni amministrative.

Aspettare maggio «All’indomani dell’assemblea di fabbrica convocata dai sindacati confederali nello stabilimento A. Merloni di Colle di Nocera Umbra – si legge in un comunicato – l’unica notizia emersa è una raccomandazione delle rappresentanze sindacali a tutti i lavoratori di stare calmi e tranquilli fino a maggio, data in cui termineranno i benefici della legge Marzano e conseguentemente la cessazione della cassa integrazione straordinaria qualora non si riuscisse a trovare un acquirente per gli asset rimasti invenduti della A. Merloni in amministrazione straordinaria»

Non ci stiamo Il Comitato dei Lavoratori non ci stà a questi ennesimi solleciti al silenzio. «Non resteremo affatto immobili – affermano – per questo chiediamo alle istituzioni  e alle parti sociali di sollecitare il governo nazionale per far sì che venga estesa di un altro anno la legge Marzano e la cassa integrazione con certezze sin da ora, perché non sono sufficienti nemmeno le rassicurazioni a tal riguardo che ci giungono in questi giorni dal senatore Casoli».

Niente frazionamenti Per ciò che riguarda le proposte di interesse pervenute ai commissari quello che preoccupa il Comitato sono «quelle di interesse di acquisto parziali, visto che i piani industriali delle due società asiatiche la Mmd e la G8 comprendono l’intero perimetro rimasto invenduto della A. Merloni». Invece, «ulteriori frazionamenti potrebbero pregiudicare l’esito positivo delle due trattative già avviate;risulta peraltro incomprensibile a tal proposito il parere negativo e la bocciatura del piano industriale presentato dalla G8 spa da parte dei sindacati e non solo, che prevederebbe un impegno economico per i primi tre anni di 188 milioni di euro, il riassorbimento del 70% degli attuali 2.240 lavoratori oggi in cassa integrazione, e il restante 30% riceverebbe incentivi per creare piccole società dell’indotto di supporto».

Si vuole o no una soluzione? «Quello che chiediamo – prosegue il Comitato – è se realmente c’è la volontà da parte di tutti i soggetti interessi di arrivare ad una soluzione positiva con una delle due società, valutandone i piani industriali a partire dalla capacità di riassorbimento della forza lavoro o si vuole intraprendere un percorso diverso, tant’è che la Regione Umbria ha già approvato un documento per rendere attuativa la fase B dell’Accordo di Programma che significherebbe lo smantellamento e/o frazionamento degli stabilimenti rimasti invenduti senza alcuna garanzia a partire dai livelli occupazionali».

Verità o non votiamo Concludendo, il Comitato ribadisce che «dopo anni di promesse e mezze verità oltre ad aver perso la calma e la pazienza, ora noi lavoratori pretendiamo di venire a conoscenza della reale situazione e visto che siamo in fase pre-elettorale,non resteremo in silenzio fino a maggio: o la verità o non andremo a votare».

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One reply on “Merloni, il Comitato dei lavoratori: «Chiarezza o non andiamo a votare»”

  1. SE A MAGGIO DOVESSE DAVVERO FINIRE LA CASSAINTEGRAZIONE CON LEI FINIRANNO LE SPERANZE DI VITA DI OGNI SINGOLO LAVORATORE A D OGGI IN CGS. SE CIO’ DOVESSE DAVVERO ACCADERE, M A I P I U’ A L V O T O——————————-

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