Un'operaia al lavoro

di Daniele Bovi

Qualcosa si muove, anche se in avvio di 2015 il saldo che riguarda il mercato del lavoro rimane negativo. Secondo il monitoraggio trimestrale effettuato da Unioncamere e ministero del Lavoro infatti, in Umbria nel primo trimestre del 2015 ci saranno quasi mille posti di lavoro in meno. Stando a quanto dichiarato dalle imprese della regione le assunzioni tra gennaio e marzo saranno in tutto 2.760, mentre le uscite 3.740; il saldo è quindi negativo (-980 posti di lavoro) ed è da imputare principalmente alla provincia di Perugia. Qui, almeno secondo quanto dichiarato dagli imprenditori, troveranno un’occupazione 2.050 persone mentre a uscire dal ciclo produttivo saranno in 2.990.

I numeri La flessione è invece decisamente più contenuta a Terni dove sono previste 710 entrate e 760 uscite. Tornando ai dati di Perugia, a parziale conforto c’è che rispetto al trimestre precedente i numeri sono in miglioramento, con nuovi ingressi aumentati di 300 unità (+17%) e uscite diminuite di 340 (-10%). «Il nostro sistema economico – commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio di Perugia – non riesce ancora a produrre lavoro per quanto servirebbe a restituire slancio all’occupazione, ma qualcosa si sta muovendo. Una situazione ancora pesante, ma non in peggioramento, anzi in ripresa dai livelli di fine anno. E questo ci rende fiduciosi. A conti fatti le nostre imprese, in appena 3 mesi, sono state in grado di offrire 640 posti di lavoro in più».

Il confronto col 2014 Se il confronto però viene fatto con lo stesso periodo dell’anno precedente, i dati sono meno confortanti. Tra gennaio e marzo del 2014 infatti le imprese intendevano assumere 2.440 persone mentre le uscite stimate erano 2.990. Insomma, se sul primo fronte un miglioramento c’è stato, è evidente che non è bastato a compensare la flessione relativa al secondo. Questo per quanto riguarda l’Umbria.

Così in Italia A livello nazionale invece il quadro sembra migliore. Complessivamente, spiegano Unioncamere e Ministero, i posti di lavoro aggiuntivi saranno 8.400 (209.700 le entrate e 201.300 le uscite): «Se ancora non si può parlare di ripresa vera e propria – è detto in una nota -, questo dato e, in particolare, alcune specifiche dinamiche messe in evidenza dal monitoraggio trimestrale, lasciano intendere che per le imprese la ripresa dell’occupazione potrebbe essere iniziata». La regione che guida la classifica è la Lombardia (+9.300 entrate, delle quali ben 7.500 a Milano), ma il bilancio è positivo anche in Piemonte (+1.600), Veneto (+900), Friuli Venezia Giulia (+600) ed Emilia Romagna (+2mila). Al Centro invece la regione che traina la classifica è il Lazio (+2.100) mentre al Sud sono in attivo (ma di pochissimo) solo Campania, Basilicata e Calabria.

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