di M. R.
Non è ancora terminata la consegna dei dispositivi bluetooth Pj20 Tracer con software griffato Vetrya, tra i dipendenti di Ast e delle ditte che operano all’interno degli stabilimenti siderurgici Thyssenkrupp di Terni, che alcuni lavoratori hanno già restituito il proprio tag anti contagio per anomalie.
Tag anti contagio Covid-19 I vari dispositivi non funzionanti, poche decine al massimo, sono stati immediatamente sostituiti ma è indubbio che risulti ancora in salita il sentiero imboccato da Acciai speciali Terni che, nel solco delle numerose misure adottate all’alba della pandemia, per le quali ha ottenuto anche un riconoscimento, ha deciso di introdurre l’utilizzo di questo strumento nonostante le numerose resistenze, delle Rsu prima e delle segreterie dei sindacati metalmeccanici poi. Questi ultimi hanno chiesto per la questione anche un parere legale coinvolgendo il garante della privacy. A pagamento per le ditte terze, imposto in assenza di un protocollo aziendale dedicato e considerato da molti addetti ai lavori di dubbia utilità almeno in certi ambienti della fabbrica, il tag emette due diverse segnalazioni: luminosa per indicare la distanza di 2 metri da un altro soggetto e una luminosa e di vibrazione che allerta di distanza interpersonale non superiore al metro.
Tracciabilità dei contatti Gli eventuali contatti tra tag e la relativa durata, che dovessero verificarsi durante il turno di lavoro, vengono rilevati a fine giornata da un apposito lettore posizionato all’uscita delle portinerie e scaricati su un server dove restano memorizzati e ovviamente riservati. Questo si legge nelle indicazioni fornite ai dipendenti. L’accesso al server – si legge ancora – avviene nel caso in cui l’Usl comunichi la positività di un lavoratore al Covid-19 per individuare i contatti avuti dallo stesso in un arco temporale che indica la stessa azienda sanitaria, al fine di adottare tutte le precauzioni del caso per evitare la diffusione del virus.
