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sabato 26 settembre - Aggiornato alle 01:44

Ast, nuovo caso di Covid-19. Questione tag Pj20 sul tavolo del garante della privacy

Quarantena per altri sei dipendenti ed è battaglia sui dispositivi anticontagio, l’azienda ai sindacati: «Polemiche incomprensibili»

Foto Umbria24

di M. R.

Un nuovo positivo al Covid19 all’interno del sito siderurgico di Terni, stavolta nell’area a freddo in viale Brin: scatta la quarantena per sei colleghi. E intanto esplode la polemica sul tag anticontagio.

Comunicazione Ast Un lavoratore interinale di PX2, in quarantena Asl dal 31 agosto (ultimo giorno di lavoro 26 agosto) , dopo due tamponi dall’esito incerto ha avuto un terzo tampone positivo (10 settembre- risultato 12 settembre). All’esito di tale evidenza l’ASL ha ritenuto cautelativamente opportuno- nonostante l’ultimo giorno di lavoro fosse stato il 26 agosto- mettere in quarantena alcuni lavoratori (indicativamente 6-7) che – secondo il soggetto- avevano lavorato a contatto con lui. Tali lavoratori dovrebbero effettuare un tampone nei primi giorni della prossima settimana.

Il dispositivo

Covid-19 Nel frattempo Acciai speciali Terni non lascia correre e i sindacati contrattaccano: il clima che l’introduzione del dispositivo Pj20 tracer ha generato è da battaglia, l’azienda si adegua e replica alle osservazioni dei sindacati definendole «incomprensibili». I segretari dei metalmeccanici, per tutta risposta, portano la questione sul tavolo dei propri legali perché valutino congiuntamente eventuali irregolarità nell’utilizzo che Ast vuole imporre ai lavoratori del dispositivo Vetrya. Un primo tavolo in materia tra avvocati potrebbe tenersi già all’inizio della prossima settimana, quel che è certo è che nella discussione entreranno la direzione territoriale del lavoro e il garante della privacy. Nel frattempo la Rsu consiglia a tutti i lavoratori, se convocati al ritiro del tag, a farsi rilasciare i documenti cartacei che la vigilanza farà sottoscrivere, evitando così conseguenze disciplinari che vanno dal richiamo fino alla disabilitazione del proprio badge personale.

Covid-19 Dall’inizio della pandemia AST ha deciso di impegnarsi con determinazione nel contrasto al virus a tutela della salute di tutti i lavoratori. Che molto sia stato fatto, in effetti lo hanno sempre riconosciuto anche le organizzazioni sindacali: dai pannelli in plexiglass alle sanificazioni, fino al termoscanner e così via. «In assoluta continuità con questa scelta – proseguono dai piani alti di viale Brin – l’azienda introdurrà a breve uno strumento particolarmente innovativo: un Tag in grado di segnalare, a tutti i dipendenti che lo indosseranno, se si è stati vicini a possibili soggetti positivi all’interno dello stabilimento. Un’informazione utile per avviare tutti i controlli necessari, a tutela della propria salute, delle rispettive famiglie e dei colleghi, con totale rispetto della privacy. Risulta pertanto incomprensibile il comunicato emesso dalle organizzazioni sindacali, nel quale si accusa l’azienda di avere inspiegabilmente fretta nel mettere a disposizione di tutti i dipendenti questo strumento: pensato e realizzato con l’unico scopo di proteggere la salute dei lavoratori».

IL 23 SETTEMBRE VERTICE AST-SINDACATI

METALMECCANICI CONVOCATI IN REGIONE

Acciaieria «Una posizione incomprensibile sia nella sostanza che nella forma – prosegue l’azienda – poiché le organizzazioni sindacali sono a conoscenza da tempo dell’iniziativa. Ast – fa sapere l’azienda – già nello scorso mese di giugno, ha comunicato alla Rsu la volontà di introdurre questo strumento e a partire dal 18 agosto si sono svolti diversi incontri dedicati a questo tema». Incontri con i delegati sindacali che non hanno però portato ad un accordo. Ora, dalle segreterie c’è la richiesta di sospendere la consegna dei tag, ma le intenzioni della direzione aziendale sembrano piuttosto chiare: nessuna retromarcia.

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