La protesta dei tassisti a Perugia

Tir e taxi come avamposto della protesta contro il governo Monti. Ma anche le farmacie sono sul piede di guerra. L’Umbria si è svegliata lunedì con diversi presidi di categorie in rivolta.

Tir a Lidarno Due presidi, formati da una cinquantina di Tir e un centinaio di manifestanti, sono in corso stamani lungo la E45, presso le aree di servizio di Lidarno (Perugia), in direzione Sud e Nord, nell’ambito delle proteste dei trasportatori. Al momento non si segnalano particolari problemi, tranne qualche rallentamento. Alcuni rallentamenti al traffico si sono registrati anche nella notte, sempre lungo la E45, mentre i Tir confluivano verso le due aree di servizio di Lidarno. Sul posto è attivo il servizio d’ordine da parte di carabinieri e polizia. I trasportatori di Lidarno sono in aperta polemica con le principali sigle di rappresentanza del settore.

Ma le sigle si chiamano fuori Infatti l’esecutivo nazionale Unatras, organizzazione che riunisce le maggiori sigle associative dell’autotrasporto (Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap e Casartigiani), ribadisce che il fermo dell’autotrasporto di merci proclamato nelle settimane scorse è stato sospeso e che tutte le associazioni nazionali non aderiscono al fermo, a eccezione di Trasporto Unito. Da Confartigianato Imprese Perugia sottolineano la situazione regionale e la posizione nei confronti dell’operato del Governo. «In Umbria – ha spiegato Marco Barberini, segretario della federazione trasporti di Confartigianato Imprese Perugia – vi sono alcuni punti di sensibilizzazione, ma anche trasportatori che hanno deciso di circolare liberamente. La categoria è giunta alla massima esasperazione – prosegue il segretario della federazione trasporti di Confartigianato Imprese Perugia – a causa di tariffe sottopagate e della posizione della committenza che intende conseguire una liberalizzazione selvaggia per sfruttare oltre ogni misura i vettori, a fronte dei continui costi di esercizio. Il Governo ha già approvato alcuni provvedimenti concreti, come la trimestralizzazione del rimborso delle accise, il decreto sulle sanzioni ai committenti che non rispettano i costi minimi, ha stanziato 400 milioni per il settore e sta dando attuazione  alle intese dell’11 gennaio. Confartigianato e Unatras chiedono il massimo senso di responsabilità a tutti, onde evitare danni alle imprese e alle persone».

Taxi a Fontivegge E anche i tassisti umbri si fermano, come del resto i colleghi di tutta Italia. Il luogo prescelto per dimostrare il dissenso alle liberalizzazioni è la stazione di Fontivegge, a Perugia. Nel capoluogo si sono portati i tassisti (in sciopero dalle 8 alle 20 tranne i servizi essenziali verso gli ospedali e per i portatori di handicap) anche dalle altre città umbre: esponenti di Terni, Orvieto, Assisi e Gubbio hanno dato manforte ai colleghi perugini. La categoria, composta in Umbria da 150 licenze, protesta contro la volontà di aggiungere nuove licenze a quelle attuali.

Farmacie Grande subbuglio c’è anche nella categoria dei farmacisti. Il governo vuole estendere di 5 mila nuovi esercizi il panorama attuale. I titolari delle attuali farmacie hanno già annunciato una serrata. Favorevoli al provvedimento, invece, i titolari delle parafarmacie.

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