di M.R.

Nessuna chiusura totale ma neppure la garanzia che un parco divertimenti da 24 attrazioni in Umbria, possa un giorno vedere effettivamente la luce. È quanto restituiscono le parole di Giuseppe Ira, presidente dell’associazione Parchi permanenti italiani e di Leolandia, incalzato sul tema da Umbria24.

Giuseppe Ira «Al momento – dichiara il numero uno di Leolandia – i nostri sforzi sono concentrati sulla ripartenza del parco di Bergamo e sul mantenimento dei livelli occupazionali: la risposta del pubblico è positiva, ma abbiamo alle spalle due lockdown che hanno inciso pesantemente sui bilanci, a causa dei costi fissi molto elevati e dell’assenza di agevolazioni finanziarie e ristori dedicati al comparto. Contingentiamo gli ingressi per evitare assembramenti e questo limita ulteriormente gli incassi. Il progetto Leolandia Umbria è nato prima della pandemia: oggi i presupposti sono completamente cambiati e l’interesse verso l’operazione è subordinato agli interventi che il governo ha promesso al comparto, che non sono ancora arrivati, e all’effettivo aggiornamento dell’accordo di programma a supporto dello sviluppo industriale del territorio».

Crisi complessa Terni-Narni Proprio Leolandia avrebbe dovuto infatti dare il nome allo spazio amusement pensato a San Liberato di Narni, nell’ambito dell’accordo di programma per il riconoscimento dell’area di crisi complessa della Conca ternana. Di questa opportunità si è tornato a parlare più volte, di recente, contestualmente alla discussione, ripresa ai tavoli istituzionali del caso, per l’aggiornamento di quella stessa intesa, stipulata nel 2018 e da poco scaduta. Come anticipato nei giorni scorsi, la X commissione del Senato, nella risoluzione approvata, ha chiesto al governo, tra le altre cose, di  realizzare il progetto come attrattore turistico del territorio e seppure sull’atto di indirizzo c’è il parere favorevole dell’esecutivo (alla seduta ha partecipato il viceministro dello Sviluppo economico Alessandra Todde), si è attualmente nella fase preparatoria alla ripresa delle interlocuzioni. Nessuna certezza.

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