di Ivano Porfiri
«La cosa più difficile è stato spiegare a mio nonno che altri sarebbero entrati nel capitale della nostra società». Ha le radici piantate ben profonde nel terreno di Gualdo Tadino, Matteo Minelli, ma lo sguardo che si spinge lontano: India, Sudafrica per ora, ma poi Paesi arabi, Cina. Il 33enne amministratore delegato della Ecosuntek, impresa attiva nel settore delle energie rinnovabili, terza azienda umbra a quotarsi in borsa dopo i “giganti” Cucinelli e TerniEnergia, ha lo sguardo raggiante di ha tagliato un traguardo importante e, da una piccola impresa edile di famiglia, si ritrova all’avanguardia dell’imprenditoria regionale.
Video intervista a Matteo Minelli
La scalata «Ieri è stata una bella giornata (nel primo giorno di contrattazioni sul mercato il titolo è cresciuto del 13% balzando da un valore di 21 euro a 23,71 ad azione ,ndr) ma mi preme ringraziare chi mi ha aiutato». Minelli si presenta alla stampa regionale al tavolo di Confindustria, affiancato dal presidente Ernesto Cesaretti e dai vertici di Gepafin, a partire dal presidente Salvatore Santucci. «Sembravamo pazzi – spiega Minelli – quando abbiamo presentato il nostro mini bilancio da 350 mila euro con investimenti programmati da 50 milioni in tre anni ci prendevano per pazzi, ma Gepafin e Confindustria hanno creduto in noi. Ebbene, quegli investimenti li abbiamo bruciati in due anni e oggi eccoci qui: dopo un anno quotati in Borsa. Ma questo è un punto di partenza, non di arrivo».
Poco supporto Ecosuntek è un’impresa che realizza impianti di energia rinnovabile: mini-idro, mini-eolico, fotovoltaico. Quest’ultimo è il core business con impianti da 32 MW di proprietà (27 in Italia, il resto all’estero con investimenti in India, Sudafrica, Romania). «Abbiamo scelto la difficile strada della quotazione – chiarisce Minelli – perché quando partecipavamo alle gare in Spagna, California notavamo che le imprese straniere erano affiancate dalle istituzioni. Qui in Italia non succede e allora la quotazione speriamo possa darci la forza della credibilità a livello internazionale con la trasparenza dei bilanci cui siamo obbligati».
Risultati, ma anche rischi «Il settore delle rinnovabili è in espansione – dice Minelli – però in Italia il governo dovrebbe sostenerlo: invito a rivedere la posizione sugli incentivi perché si rischia di togliere lavoro a tante piccole imprese. Noi nell’eugubino gualdese diamo lavoro a circa 90 persone, compreso l’indotto». Una forza che viene proprio dal territorio. «Un contesto difficile – secondo Minelli – collegato malissimo, spesso dimenticato e attraversato da crisi profonde come quella della Merloni, ma anche con risorse umane formidabili. Il successo della Ecosuntek viene principalmente dalla bravura e dall’entusiasmo dei dipendenti, tecnici con età media di 27 anni che vogliamo esportare in tutto il mondo».
A tutta birra Tanto è forte il legame con il territorio, che un anno fa Minelli ha aperto anche un birrificio artigianale, la birra Flea. «Siamo tra i primi dieci in Italia e produciamo birre a filiera cortissima: acqua rigorosamente gualdese e orzo prodotto in 35 ettari di proprietà. Il mastro birraio ha 44 anni e insieme stiamo vedendo crescere un progetto nato quasi per gioco».
Santucci: «Non un caso isolato» Il presidente di Gepafin Santucci rimarca come «la forza di Minelli è stata nell’idea di impresa e così deve essere. Noi abbiamo creduto in questa start up accompagnandola con le nostre garanzie nel rapporto con il mondo del credito. Questo deve fare una finanziaria come la nostra, la cui risorsa principale è di essere a capitale misto (maggioranza della Regione, il 47% in mano alle banche, ndr). Non si tratta di un caso isolato, ci sono altre imprese del territorio che stanno facendo un percorso di accreditamento che può portarle in Borsa».
Cesaretti: «Crisi ancora in corso» Per il numero uno di Confindustria Cesaretti «siamo di fronte a un’evoluzione del sistema del supporto alle imprese: in una fase di difficile reperimento di capitali dal mondo bancario la strada dei mercati (dove viene garantita trasparenza e governance) è una possibilità valida». Ma l’Umbria sta uscendo dalla crisi, c’è la famosa inversione di tendenza? «Non credo – dice Cesaretti – il contesto era e resta difficile, certo ci sono eccellenze come questa ma le imprese con prospettive di crescita sono ancora troppo poche per dire che la crisi è finita».
Marini: «Capitani coraggiosi» Un «sincero ‘in bocca al lupo’ ai dirigenti ed ad a tutti i dipendenti della Ecosuntek di Gualdo Tadino per il suo ingresso in Borsa» arriva anche dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini. «L’Umbria – afferma – è una regione in cui operano diversi ‘capitani coraggiosi’ e il nostro tessuto industriale ed economico è fortemente caratterizzato da un sistema diffuso di eccellenze in molti settori e la storia della Ecosuntek ne rappresenta la concreta conferma. All’azienda, dunque, rinnovo i miei più sinceri auguri e complimenti per questo importantissimo risultato che inorgoglisce tutti noi».
