di Iv. Por.
Per ora sono 40 giovani, in futuro potrebbero essere centinaia o forse migliaia. La Regione Umbria imprime il suo sigillo alla ‘Scuola di arti e mestieri’ aperta dall’imprenditore del cachemire Brunello Cucinelli a Solomeo. Non i corsi che fa per i suoi dipendenti, ma quelli professionali aperti «per incrociare sapere e saper fare» attivi da un anno, che ora diventano “riconosciuti” grazie al protocollo d’intesa sottoscritto per la Regione Umbria dalla presidente Catiuscia Marini, per Confindustria Umbria dal direttore generale Aurelio Forcignanò, per Sistemi Formativi Confindustria Umbria dal coordinatore generale Nicola Modugno, e da Cucinelli per Brunello Cucinelli spa e Bartolomeo srl, quest’ultima è la società che gestisce la scuola.
Cucinelli: «Sapienza e dignità» Cucinelli ha parlato in modo appassionato della sua scuola che, ad oggi, conta sette corsi: Rammendo e Riammaglio, Taglio e Confezione, Orticoltura e Giardinaggio, Arti Murarie. «Una sorta di scuola pubblica – ha detto il re del cachemire – in cui gli allievi (circa 40 attualmente, ndr) lavorano e studiano per 5 ore al giorno percependo un rimborso di 700 euro al mese. Il principio è quello di non più di 4 allievi per ogni maestro, persone sapienti spesso in pensione che hanno molto da insegnare. Lo scopo è formare persone che riscoprano il lavoro manuale e la sua dignità, dopo decenni di disprezzo per certi mestieri come il muratore, l’agricoltore o la sarta. Lavori antichi, svolti però con i mezzi più moderni perché il mondo vuole le nostre bellezze e le nostre bellezze devono essere fatte dalle mani migliori. Da parte di noi imprenditori, poi, deve esserci la capacità di dare anche una dignità economica, con stipendi adeguati perché se un giovane guadagna mille euro sapendo che tra 10 anni ne prenderà 1.150 viene demotivato».
Rilascio di titoli «Si tratta di un Protocollo importante – ha affermato la presidente Marini – che valorizza un’iniziativa automa nel campo della formazione realizzata utilizzando esclusivamente risorse private. Per la Regione l’esperienza maturata dalla ‘Scuola di arti e mestieri di Solomeo’, può rappresentare in pieno quel modello che Confindustria Umbria e Sistemi formativi di Confindustria hanno adottato da tempo, sperimentando percorsi formativi connessi con il mondo del lavoro. A tal fine, – ha aggiunto – l’accreditamento della scuola rappresenta uno dei passaggi che permetteranno ai giovani che frequenteranno i corsi la certificazione delle competenze e il rilascio dei titoli. Questa iniziativa, inoltre – ha proseguito Marini – , va proprio nella direzione da noi auspicata, e cioè mettere in atto un percorso formativo che sia molto più collegato con l’impresa».
Garanzia giovani Marini, ha quindi concluso con l’auspicio che «questa bella e buona pratica, riproducile nel sistema della formazione, possa rappresentare anche un modello per la realizzazione e l’avvio di nuove esperienze nell’ambito di ‘Garanzia giovani’, che in Umbria ha registrato, allo stato attuale, l’adesione di 3 mila giovani, di cui 1.200 di fuori regione».
Confindustria Per il direttore generale di Confindustria Umbria, Aurelio Forcignanò, «accompagnare l’esperienza di Cucinelli, serve a creare un modello nuovo anche per gli enti di formazione, che devono recuperare il legame diretto tra la formazione dei giovani e le aziende. L’impresa che si fa scuola – ha precisato il coordinatore generale di Sistemi Formativi Confindustria Umbria, Nicola Modugno – è questa il futuro della formazione che va sostenuto».
