Un diamante da tempi di crisi. Non si tratta del gioiello ma del cosiddetto «Diamante dell’economia» della provincia di Terni, lo strumento di lettura ideato dall’ufficio Informazione economica della Camera di commercio per monitorare, rispetto all’Umbria e all’Italia, lo stato di salute dell’economia del territorio e la sua evoluzione nel tempo secondo sei indicatori rilevanti. E la figura che esce dai dati del 2009 è un diamante stretto e schiacciato, da tempi bui dell’economia.
Cos’è il diamante? Il diamante è costruito incrociando i dati forniti dall’Istituto Tagliacarne riguardo a tasso di apertura, prodotto interno lordo, propensione all’export, tasso di disoccupazione, indice di dotazione infrastrutturale e unità locali attive per cento abitanti. Il diamante mostra nel 2009 un tessuto produttivo e imprenditoriale che ha fortemente risentito della crisi, ma che sostanzialmente è in linea con il trend che si registra a livello nazionale, come plasticamente evidenzia il profilo del diamante ternano «schiacciato» su quello italiano.
La lettura dei dati Nell’anno della piena deflagrazione della crisi, crolla il tasso di apertura (dato dal rapporto moltiplicato per cento tra l’ammontare delle transazioni con l’estero e il valore aggiunto prodotto dal complesso dell’economia) delle imprese ternane, che passa dal 70,1 del 2007 al 37,1 del 2009. Parallelamente dati in discesa anche per la propensione all’export. A Terni il tasso del 36,36 registrato nel 2007 scende al 21,3 del 2009, esportazioni in calo anche a livello regionale e nazionale anche se la contrazione risulta meno marcata.
Export ed infrastrutture Sul fronte dell’export tuttavia, la situazione migliora decisamente nel 2010, come mostrano i più recenti dati forniti da Unioncamere Umbria che rilevano una crescita delle esportazioni nel primo semestre 2010 del 22,6% rispetto allo stesso periodo del 2009, crescita ben al di sopra della media nazionale. Più che incoraggiante risulta l’indice di dotazione infrastrutturale del territorio, valido strumento per misurare il livello di competitività e attrattività di un’area, che comprende non solo le infrastrutture cosiddette «economiche» come strade e ferrovie ma anche le infrastrutture a vocazione «sociale» come strutture per l’istruzione, sanitarie e ricreative. Nel 2009 Terni «conquista» un indice (su base 100 nazionale) del 77,1 a fronte del dato medio regionale che si ferma al 73,5.
Cipiccia: tanto si può fare «Anche se la provincia di Terni presenta un indice di dotazione infrastrutturale elevato rispetto alla media regionale, non si tratta di un punto di arrivo ma di partenza – sottolinea il presidente della Camera di commercio, Enrico Cipiccia – numerosi sono ancora i progetti fattibili, a budget contenuti, per migliorare i collegamenti con le regioni limitrofe, le altre zone dell’Umbria e gli altri insediamenti infrastrutturali come l’aeroporto di Sant’Egidio ma occorre una volontà corale e determinata di tutte le Istituzioni a diverso titolo interessate».
Boom della disoccupazione Per quanto riguarda il tasso di imprenditività, l’indicatore del diamante non subisce variazioni rispetto al 2008. I pesanti effetti della crisi sull’occupazione si fanno sentire invece con un rilevante scostamento del tasso di disoccupazione rispetto al 2008. Se infatti il tasso più aggiornato relativo al 2008, segnava per il ternano una disoccupazione al 4,3, nel 2009 gli effetti della crisi sul mercato del lavoro risultano più evidenti registrando un tasso di disoccupazione più elevato di quasi tre punti percentuali (7,1). Indicatore che resta tuttavia inferiore alla media nazionale che sfiora l’8%.

