di Ivano Porfiri
«Sono un indistruttibile ottimista. Se stesse cadendo una bomba atomica spererei comunque in una folata di vento per portarla lontano». Usa questa metafora, Eugenio Guarducci, per spiegare come non si sia affatto rassegnato a rinunciare al progetto della ‘Città del cioccolato’ al Mercato coperto di Perugia, nonostante più volte – anche pubblicamente – la giunta cittadina gli abbia riposto picche.
Sostegno ai reduci di Expo Il patron di Eurochocolate parla del progetto in coda a una conferenza stampa in cui illustra l’iniziativa di offrire un sostegno psicologico alle circa 160 persone (12 provenienti da Perugia) che, negli ultimi sei mesi, hanno lavorato al ‘Cluster del cioccolato’ (da lui pensato e diretto) all’interno dell’Expo di Milano. Un modo di aiutare chi, da un giorno all’altro, si troverà nel “mondo normale” dopo un periodo così lungo in un contesto a sé, con ritmi a mille e relazioni del tutto particolari. Una sorta di “reduci di guerra” ma «con una professionalità acquisita che potranno usare nel loro futuro lavorativo». Per inciso, il Cluster da solo ha visto 6-7 milioni di presenze stimate con 10 milioni di euro di fatturato, terzo contributore per rayalties ad Expo.
Città del cioccolato Ma Guarducci non è persona e imprenditore che ama tanto guardare indietro, anche se ha annunciato un libro sull’esperienza di Expo dal titolo ‘Noi ci abbiamo sempre creduto’. Così è inevitabile incrociare il post Expo con la ‘Città del cioccolato’. «Se la facessimo al Mercato coperto daremmo lavoro ad almeno 150 persone – afferma – anche perché non si tratterebbe di un museo, bensì di un luogo vivo dentro e fuori, con laboratori artigianali del cioccolato e tante altre iniziative». Si creerebbe, cioè, una sorta di Expo permanente nel cuore di Perugia. «Sono ancora più convinto dopo che, in questi mesi, ho incontrato un imprenditore che ha realizzato un ‘villaggio del cioccolato’ in Cina, vicino Shangai. Gli ho chiesto quanto ci avessero impiegato e mi ha risposto un anno tra progettazione e realizzazione. Se sono ottimista per Perugia? Lo sono per natura e sono sicuro che prima o poi la faremo, anche se magari io sarò un vecchietto col bastone».
La ‘renzata’ per il dopo Expo Se il pressing nei confronti delle decisioni del Comune prosegue (nessun accenno all’assenza di sindaco e assessori alla ‘Cena di gola’ di Eurochocolate, che si è svolta giovedì sera), Guarducci non rinuncia neppure a dover abbandonare gli spazi dell’Expo a Rho, dopo che il 31 ottobre l’esposizione terminerà. «Mi aspetto una ‘renzata’. Conosciamo la genialità del presidente del Consiglio e la visita a Milano che ha annunciato per il 10 novembre sarà di certo molto importante – dice Guarducci -. Verrà a riprendersi la scena dopo la chiusura del 31 con Mattarella, il quale non ha voluto metterci la faccia prima e lo fa ora. Da Renzi mi aspetto un futuro per quell’area. Intanto ai miei ho detto: facciamo festa, riposiamoci, non c’è nessuna fretta di smontare il Cluster».
