I rappresentati dei sindacati che si occupano della vertenza

«Il Consiglio di amministrazione del Gruppo Grifo Agroalimentare, con l’obiettivo di perseguire sempre lo scopo sociale della cooperativa che è quello di remunerare il prodotto dei propri soci allevatori al fine di consentire la sussistenza delle aziende produttive, preso atto dell’aumento di attività e della complessità dello svolgimento di un numero sempre maggiore di operazioni presso il magazzino centrale di Ponte San Giovanni, ha deliberato l’affidamento di tale attività ad una azienda specializzata nel settore della movimentazione delle merci e nella gestione dei magazzini». Spiega così l’azienda agroalimentare perugina l’esternalizzazione della gestione del magazzino di Ponte San Giovanni. Una decisione, però che ha scatenato le ire dei sindacati.

I sindacati: «Inaccettabile» Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno espresso tutto il loro disappunto in una conferenza stampa dopo che martedì l’azienda ha comunicato la decisione, definita «tanto inaspettata quanto inaccettabile per i sindacati: esternalizzare la gestione del magazzino di Perugia (dove operano 15 lavoratori sui 150 complessivi del gruppo) chiedendo ai dipendenti di mettersi in mobilità per poi passare ad un’altra cooperativa non meglio specificata, con tutte le conseguenze contrattuali facilmente immaginabili». «Una scelta inaccettabile nel merito e nel metodo – hanno attaccato i segretari di Flai, Fai e Uila – posta con prepotenza e arroganza dalla dirigenza di Grifo Latte che negli ultimi mesi, in particolare dopo l’arrivo di un nuovo manager dalla Granarolo, ha dimostrato tutta la propria inadeguatezza».

Stato di agitazione «I problemi organizzativi e logistici dell’azienda che il gruppo dirigente non riesce a fronteggiare – secondo i sindacati – non possono essere scaricati sui dipendenti attraverso una mera operazione di riduzione del costo del lavoro». Questo il punto fondamentale per Flai, Fai e Uila che chiedono «le dimissioni del gruppo dirigente di Grifo Latte» e annunciano «l’apertura dello stato di agitazione dei lavoratori», dicendosi disponibili «a mettere in atto qualsiasi forma di mobilitazione». Intanto, i sindacati hanno richiesto un nuovo incontro all’azienda, «stavolta per fare una discussione seria» mentre alle istituzioni è rivolta la richiesta di massima attenzione, considerando anche che Grifo Latte «non è una normale azienda privata, ma un gruppo che gode di importanti finanziamenti pubblici».

L’azienda: scelta una coop seria La risposta Il cda, in una nota, spiega, dal canto suo che con la decisione di affidare il magazzino a una ditta terza «il Gruppo Grifo Agroalimentare non fa altro che adeguarsi a ciò che tutti i principali concorrenti del settore già fanno da tempo, a ciò che hanno sperimentato tutte le più grandi industrie umbre, a ciò che è ormai consuetudine in tutte le strutture di smistamento della grande distribuzione, private e cooperative, del nostro territorio, a ciò che viene sperimentato nella pubblica amministrazione (dai comuni agli ospedali, dalle scuole alle farmacie). Per fare questo sono state contattate le aziende più importanti di tale settore; realtà operative serie, affidabili, che già sono presenti in molte imprese vicine, anche fisicamente, alla sede del Gruppo. La scelta è caduta sul progetto realizzato da una delle più grandi cooperative che fa questo mestiere in Umbria e una delle maggiori in Italia; tale azienda è nota per il rispetto delle regole, delle persone, delle contrattazioni collettive».

Nessuno perderà il posto «Il Gruppo Grifo Agroalimentare – concludono dall’azienda – assicura che nessuno perderà il posto di lavoro, in quanto sarà garantito a tutti l’inserimento in questa struttura di servizi, e che non ci sono posizioni di esubero che richiedano l’effettuazione di altri provvedimenti. Il Gruppo Grifo, come sempre, si atterrà scrupolosamente alle norme di legge rispettando le procedure e la sostanza del dettato della regolamentazione e i contratti di lavoro di riferimento».

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