di Daniele Bovi
Spesa ai livelli più bassi dal 2004 per le famiglie umbre. Secondo quanto riportato martedì dall’Istat infatti in media nel 2013 i consumi mensili sono stati di 2.347 euro, un livello mai toccato dal 2004 quando la cifra era pari a 2.470 euro. Rispetto al 2012 invece il calo è stato del 4,2%, ovvero 102 euro in meno. Una flessione in termini sia nominali che reali, dato che l’inflazione l’anno scorso è cresciuta circa dell’1,2% (la flessione è quindi del 3%), e più forte di quella nazionale (-2,5%). Nella prima delle due infografiche realizzate da Umbria24, viene mostrato l’andamento della spesa dal 2008 al 2013 a seconda delle categorie, dagli alimentari ai vestiti passando per l’abitazione, trasporti e tempo libero. La seconda è invece dedicata ad un focus sulla spesa alimentare dal 2008 al 2012, dato che per il 2013 dati dettagliati non sono ancora disponibili.
I numeri Ed è proprio su questa che si concentra subito l’attenzione. Se infatti a livello nazionale la spesa per cibo e bevande è sostanzialmente stabile (da 468 a 461 euro), in Umbria il calo è brusco: dai 499 euro del 2012 ai 466 dell’anno seguente (-6,6%). Tolta la parentesi del 2011 quando la cifra è cresciuta, il ribasso è costante dal 2008, anno di inizio della crisi economica (511 euro). Tra 2011 e 2012 la spesa per carne è diminuita di 11 euro (da 132 a 121 euro), altrettanto per pane e pasta, cinque per latte, formaggi e uova; segni più invece, anche se statisticamente poco rilevanti per il pesce (da 47 a 52 euro) e per frutta e ortaggi (da 88 a 89 euro). Nove euro in più sono serviti invece per zucchero e caffè (da 31 a 39 euro) e otto per le bevande (da 35 a 43 euro).
Abbigliamento L’altro settore dove le famiglie sembrano aver deciso tagli più consistenti è quello dell’abbigliamento: in un anno 20 euro in meno, da 118 a 98 euro, il 17% in meno contro il -9% a livello nazionale. Se poi il confronto lo si fa col 2008, il calo è di oltre un terzo. Sei anni fa infatti, secondo l’Istat, ogni famiglia umbra spendeva in media, al mese, 151 euro; una cifra che è andata sempre più assottigliandosi nel corso degli anni. Il segno meno è pesante, oltre che per i trasporti (tra 2013 e 2012 da 394 a 361 euro) anche per il settore sanità, ovvero per le cure: dai 124 euro del 2008 ai 79 del 2013 (nel 2012 erano 90 e nel 2011 101). Stabile invece rimane la spesa delle famiglie per la casa (che insieme al cibo assorbe quasi il 50%) nonché per istruzione, comunicazioni, tempo libero e cultura.
Twitter @DanieleBovi
