La sede di Gesenu

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Si è chiuso con un utile di 782 mila euro il bilancio 2012 di Gesenu, la società partecipata al 45% dal Comune di Perugia che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in molte zone dell’Umbria e anche fuori di essa. Un risultato migliore rispetto a quello dell’anno precedente (246 mila euro) per l’azienda che da pochi giorni ha cambiato i propri vertici: alla presidenza è infatti arrivato Luciano Ventanni, uomo di stretta fiducia del sindaco Wladimiro Boccali. Un bilancio su due aree del quale si concentra l’attenzione del settore Servizi finanziari di palazzo dei Priori. Il primo riguarda l’annosa questione dei crediti che, nel 2012, ammontano a 66,3 milioni, di cui 13,3 per interessi di mora.

I crediti Crediti in teoria esigibili entro i 12 mesi successivi: «L’esistenza di contenziosi in corso con taluni clienti – scrive infatti il Comune – non permette di affermare con certezza l’esigibilità entro l’anno successivo». Degli oltre 66 milioni la parte del leone la fa l’Ato Messina 2 con 45,3 milioni: crediti integralmente riconosciuti attraverso una transazione datata 31 maggio 2012. Altra parte consistente, stavolta oggetto di contenzioso, è quella con Asia Napoli e vale 4 milioni di euro. Soldi dovuti per attività nei comuni di Chiatta, Posillipo e Fuorigrotta nel periodo marzo 2002-gennaio 2006. «Per effetto dell’indisponibilità di impianti di smaltimento – scrivono sempre i tecnici di palazzo dei Priori – la Gesenu ha dovuto sostenere nel periodo di svolgimento del servizio maggiori e imprevedibili costi di gestione documentati e per i quali è stata impiantata causa civile di recupero». Causa il cui esito «non risulta ancora prevedibile».

IL PIANO FINANZIARIO DI GESENU PER IL 2013

I conti d’ordine Altri 11,5 milioni sono relativi alla controllata Gest e riguardano le fatturazioni per il servizio fatto da Gesenu nel Perugino. L’altro faro acceso dai Servizi finanziari riguarda i cosiddetti «conti d’ordine», ovvero le annotazione per così dire «di corredo» allo stato patrimoniale, ma molto utili per capire la situazione patrimoniale e finanziaria di una società. I suddetti conti nel 2012 ammontano a 102,5 milioni di euro contro i 75,5 dell’anno precedente. Di questi ben 74 sono «a titolo di rischi», in parole povere le garanzie prestate direttamente o indirettamente dall’impresa a favore di terzi. «L’elevato importo – annota palazzo dei Priori – richiede un attento monitoraggio del fenomeno delle garanzie e una gestione prudente nel rilascio delle medesime». Monitoraggio che il Comune chiede al nuovo consiglio di amministrazione, «con particolare riferimento alle garanzie rilasciate a favore di società controllate e collegate».

Il bilancio Tornando ai conti principali della società i costi della produzione sono aumentati da 83,2 a 90,4 milioni di euro, a causa dei costi maggiori sostenuti per carburanti e lubrificanti (quasi un milioni di euro), dei tre milioni in più per prestazioni, servizi e godimento di beni di terzi (canone per l’uso degli impianti di Ponte Rio e Pietra Melina trasferiti a Gest nel giugno 2012). Altri tre milioni invece sono imputabili alle nuove assunzioni e al costo medio di ogni dipendente, passato da 43.700 a 44.400 euro. Balzo in avanti anche per il valore della produzione, passato da 86,6 a 95,6 milioni (59 in Umbria, 10,5 in Sicilia, 22,2 in Sardegna e 3,8 nel Lazio): un risultato positivo dovuto ai 7,3 milioni derivanti dall’avvio del servizio a Viterbo e Fiumicino e dall’adeguamento del canone sborsato dall’Ati2 di Perugia; 380 mila euro invece sono il frutto della vendita di materiale riciclato. Altro dato significativo, i debiti verso i fornitori che ammontano a 34 milioni, mentre scendono in modo significativo quelli verso banche (da 28 milioni a 21,7). Segno più invece per quelli tributari (da 4,8 a 9,1 milioni) e per quelli verso istituti previdenziali (da 3,2 a 4,8 milioni).

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