di Daniele Bovi
Un passo in avanti, anche se con calma, lungo il percorso che porterà alla fusione tra la Camera di commercio di Perugia e quella di Terni. Martedì la prima ha riunito giunta e consiglio, all’interno dei quali è stata ribadita la volontà di proseguire sulla strada che porterà alla creazione di un’unica Camera di commercio regionale con un’unica giunta, un unico consiglio, un solo presidente e funzioni unificate. Nei prossimi mesi servirà un piano preciso che dovrà fare da base al processo, un progetto di riorganizzazione con tante variabili come il personale, il patrimonio e i bilanci dei due enti. Un cammino che dovrebbe realisticamente concludersi tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016.
Mencaroni «Abbiamo confermato – commenta Mencaroni – la volontà di addivenire all’accorpamento. In questa prospettiva il Consiglio ha sollecitato i Comitati paritetici, già istituiti dalle due Camere di commercio per supportare i rispettivi organi nella predisposizione degli atti necessari al compimento della procedura di unificazione, a proseguire nell’attività di studio, analisi, valutazione e approfondimento di tutti gli aspetti tecnico – organizzativi, così da delineare un quadro coerente che preluda alla proposta definitiva sul percorso istituzionale – amministrativo che porterà all’unificazione delle due Camere di Commercio umbre». «I due presidenti – conclude – assumeranno il coordinamento delle attività che condurranno alla proposta di unificazione e di questo informeranno periodicamente i rispettivi organi sull’andamento dei lavori».
I dubbi di Terni La Camera di Terni però, guidata dal presidente Giuseppe Flamini, i suoi dubbi ce l’ha anche se ufficialmente, spiegano dalla giunta perugina, sembra che siano tutti d’accordo. Lo sguardo da Largo don Minzoni è rivolto anche verso Rieti e Viterbo e pure di questo si parlerà venerdì, quando in programma ci sono le riunioni di giunta e consiglio. Il coordinamento Cittaperta TerniDinamica nel frattempo mette le mani avanti e sottolinea la necessità di una riforma «ben ponderata e all’avanguardia. Il coordinamento – scrivono – rappresenta molti commercianti, imprenditori ed artigiani, cittadini competenti nella materia, che non comprendono pienamente i benefici per il nostro territorio di questa operazione limitata alla sola Umbria e non ad una area vasta. Che vista così, a voler pensar male, appare a beneficio di una sola parte».
Approfondire «Il nostro obiettivo – continuano – è estendere a più cittadini possibili il diritto alla conoscenza delle decisioni politiche ed amministrative. Questo deve essere uno di quei casi. Sono molto poche in Italia le Camere di commercio che hanno intrapreso questa strada. Ci sarà un motivo? Inoltre, questa riforma va valutata in un quadro di riferimento istituzionale per le Province che è ancora in divenire ma che ha comunque confermato la presenza a Terni della prefettura e degli organismi collegati». Il coordinamento chiede quindi alla presidente Catiuscia Marini «di meglio valutare ed approfondire le questioni, mettendosi in ascolto sul territorio delle proposte e delle valutazioni di quanti competenti nella materia».
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