La riunione di oggi pomeriggio

di Dan. Bo.

«La vera considerazione ‘strategica’ da fare è che nulla è più come prima: occorre anche in Umbria un nuovo modo di essere impresa, un nuovo modo di essere attore sociale, un nuovo modello di partecipazione e concertazione, un nuovo modo di essere pubblica amministrazione, un nuovo modo di pensare ed agire». È questo uno dei passaggi del ‘Quadro strategico regionale’ sulla programmazione dei fondi europei 2014-2020, presentato martedì al tavolo generale dell’Alleanza per lo sviluppo dell’Umbria. Un’Umbria che rispetto alla programmazione 2007-2013 ottiene il 9% di risorse in più, che passano infatti da 1,570 miliardi di euro a 1,774: 876 milioni riguardano il Piano di sviluppo rurale (91 in più rispetto al passato), 356 quelli per lo sviluppo regionale (+13 milioni), 237 per il Fondo sociale (+10 milioni), ai quali vanno poi aggiunti i 100 del Piano operativo nazioni e delle risorse per l’occupazione giovanile. Poi c’è il Fondo sviluppo e coesione che potrà contare su 189 milioni di euro.

IL DOCUMENTO

Ripartizione Confermata la ripartizione grazie alla quale il 60% delle risorse (e non il 55% come previsto in una precedente versione del documento) andrà al Fondo di sviluppo regionale mentre a quello sociale il restante 40%. La scelta strategica a livello nazionale e comunitario per la definizione di Programmi regionali mono o plurifondo è stata orientata verso programmi monofondo: l’Umbria opterà quindi per i due programmi Fesr e Fse monofondo scegliendo, tuttavia, un’unica autorità di gestione per i due programmi così come un unico comitato di sorveglianza, «nell’ottica di un miglioramento della governance – è stato detto -, per enfatizzare dell’integrazione tra i Fondi ed il miglioramento della capacità amministrativa».

LA SCHEDA: GLI OBIETTIVI

Obiettivi Uno dei capisaldi del settennio sarà la concentrazione delle risorse non più su tanti obiettivi dalla dubbia efficacia, ma su pochi settori dove maggiori sono le competenze. Undici gli obiettivi tematici indicati, suddivisi in quattro grandi aree di intervento che sono la ricerca, innovazione e competitività; ambiente e cultura; lavoro, qualità della vita ed inclusione sociale e infine istruzione, formazione e competenze.

La sfida Questa nuova fase di programmazione rappresenta una vera e propria sfida anche per il bilancio di palazzo Donini: il cofinanziamento regionale rappresenta una novità, visto che fino ad ora la quota di cofinanziamento nazionale era interamente coperta dallo Stato. Nel settennato 2014-2020 ciò significa che ogni anno andranno messi sul tavolo 34 milioni di euro (in tutto 238), ovvero cinque volte tanto la fase di programmazione precedente. «Una questione di assoluto rilievo per la politica di bilancio della Regione – spiega palazzo Donini in una nota -, che dovrà regolarsi di conseguenza reperendo tali risorse e quindi rivedendo fortemente le allocazioni come storicamente definite».