«Regalo di Natale da 25 mila euro medi procapite ai dirigenti del Comune di Foligno per il miglioramento dei servizi». Questa la denuncia delle organizzazioni sindacali che compattamente si scagliano contro il sindaco Nando Mismetti e l’intera amministrazione comunale accusata «di dare molto ai pochi dirigenti e poco ai restanti 320 lavoratori».
Circa 25 mila euro in più ai 9 dirigenti Rischia di creare un gran trambusto la decisione dell’ente che ha assegnato senza accordo sindacale 215 mila euro ai nove apicali di Palazzo «in aggiunta ai circa 160 mila euro dovuti in base agli obblighi stabiliti dal contratto nazionale». Il risultato, stigmatizzano con forza Patrizia Mancini Fp-Cgil, Adriano Tofi Fp-Cisl, Gianfranco Sotis Uil-Fpl e Andrea Russo Rsu, è un «aumento del salario accessorio dei dirigenti, rispetto agli obblighi di legge, di oltre il 130%». Chiaro che segue subito il paragone coi restanti 320 dipendenti del municipio a cui sono stati destinati «400 euro pro capite di investimento per il miglioramento dei servizi, per un totale di 130 mila euro, in aggiunta a 1,4 milioni di salario accessorio dovuto da contratto nazionale, ossia un +10% a fronte del +130% riconosciuto agli apicali».
Le briciole agli altri 320 Sotto il profilo sindacale le organizzazioni non tardano a rilevare come per «gli stessi obiettivi siano stati previsti investimenti del tutto diversi tra dirigenti e il resto del personale, coi primi che godono di un aumento procapite 60 volte superiore agli altri». Il giudizio è durissimo: «Si tratta di un dato inaccettabile specie nel momento in cui la crisi economica colpisce ancora tutti i cittadini e l’Amministrazione chiede ulteriori sacrifici ai lavoratori ma non sembra chiederli in primis ai dirigenti, ossia a coloro che possono arrivare a guadagnare fino a quasi centomila euro lordi l’anno e allorché il blocco del turn over sembra colpire solo la ‘truppa’ e non anche i ‘generali’».
Via libera senza accordo sindacale Mancini, Tofi e Sotis spiegano poi che «queste integrazioni aggiuntive facoltative sono state ridotte rispetto al passato ma mentre per i 320 lavoratori non dirigenti la riduzione è stata del 13%, per i dirigenti la giunta si è fermata a poco più del 6%, seguendo il principio tanto caro a una certa classe politica: meglio dare molto a pochi (i dirigenti) piuttosto che poco a molti (i lavoratori non dirigenti)». Da qui le frizioni coi sindacati che non hanno accettato l’impostazione definita dalla giunta, disertando gli incontri in sede di delegazione trattante. Una mossa che, è evidente, non ha fatto compiere un passo indietro all’amministrazione e il 24 dicembre è arrivato il via libera unilaterale ai 215 mila euro aggiuntivi ai dirigenti «per tutelare e legittimare pienamente gli investimenti dell’ente nella produttività dei servizi e nella struttura dell’incentivazione salariale».
Chiesto incontro urgente Ne è seguita la richiesta formale da parte di Fp-Cgil, Fp-Cisl e Uil-Fpl di un incontro urgente al sindaco, agli assessori e al segretario comunale nel tentativo di convincere l’amministrazione e fare retromarcia prima della fine dell’anno, «ma il primo cittadino – scrivono i sindacati – ha risposto che la trattativa potrà essere ripresa solo ‘con tempi congrui di convocazione nel pieno rispetto di tutte le parti’, rimandando quindi ogni decisione al 2016».
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