di Maurizio Troccoli
Dopo la questione mense scolastiche a Perugia che ha tenuto banco per lungo tempo, segnando un nuovo modello per una città abituata persino a far fare la spesa alle mamme, sembra palesarsi all’orizzonte un nuovo caso che mette in rivolta i genitori. E’ quello della carenza di personale all’asilo ‘Il Tiglio’ di Perugia, una istituzione storica in città sull’educazione all’infanzia, che ha messo nella condizione i genitori di chiedere al Comune: «Diteci con chiarezza se volete chiudere». Una domanda ferma perchè dietro c’è il timore che si possa percepire nuovamente quanto già vissuto con il caso mense e interpretato dai comitati come un indietreggiamento sul fronte dei servizi che poi sono la cifra della cura che si riserva ai più piccoli.
La ricostruzione Domanda ferma perchè dietro ci sono giorni e mesi di informazioni circolate nelle chat dei genitori, delle mamme prevalentemente, circa l’assenza per malattie di maestre, le sostituzioni approntate tra colleghi e «il ricorso persino a maestre di sostegno», lo denunciano i genitori. E’ stato ufficializzato, con un cartello esposto, al Tiglio, il taglio dell’orario del pomeriggio, come risposta, o rimedio al fatto che ci fosse una maestra in malattia. E’ toccato per primo alla sezione Le Coccinelle. Questa volta non si è più potuto ricorrere al ‘volontario di turno’, che dopo ore di faticoso lavoro si è messo a disposizione per sostituire il collega. Ed è scoppiato il caos. Prima il cartello, ovvero la comunicazione a quei genitori che, se l’avessero saputo a inizio anno dell’orario ridotto, avrebbero forse valutato opzioni alternative. Poi l’assemblea organizzata alla spicciolata, sempre tramite le chat. E la decisione: ‘Si va tutti in Comune a chiedere che cosa ne vogliono fare di questo asilo’. A mettere un ulteriore carico a una situazione che infiamma già di suo, c’è la notizia che si rincorre di una nuova sezione, ‘Le Formiche’, venerdì mattina, nella stessa condizione delle ‘Coccinelle’ dei giorni scorsi, con una nuova maestra in malattia e nessuna sostituzione. «Stai a vedere – commenta una mamma – che anche questa volta si ricorrerà a un’altra maestra con gli straordinari o persino a quella di sostegno, come già accaduto. Ma con chi rimane poi il bambino che deve essere seguito da quella di sostegno? Ma ci rendiamo conto che rischio che si corre?».
La nota del Pd «I servizi scolastici sono sempre stati, nella storia del Comune di Perugia, fiore all’occhiello delle amministrazioni cittadine. Fino alla Giunta Romizi. Che ha fatto registrare una preoccupante inversione di tendenza, che non cenna ad esaurirsi». E’ quanto scrive in una nota stampa il partito democratico cittadino. «La chiusura anticipata de L’Aquilone, a Case Bruciate per mancanza di supplenti e quella di un’intera sezione de Il Tiglio in via XIV settembre per diversi giorni a causa di non meglio precisati problemi organizzativi hanno generato gravi disagi alle famiglie e innumerevoli disservizi. Se oggi il Comune di Perugia afferma di voler investire sulle Politiche familiari e di poter reperire risorse a tale scopo, allora deve fronteggiare le difficoltà al ricorso temporaneo alle supplenze con un potenziamento degli organici. La questione non tocca solo l’ordine economico, ma riguarda anche più in generale l’indirizzo e la programmazione per gli Asili Nido che la Giunta Romizi vuole portare avanti. Come ha scritto profeticamente anni fa Noam Chomsky: ‘Questa è la tecnica standard per spostarsi verso la privatizzazione: togli i fondi, assicurati che le cose non funzionino, fai arrabbiare la gente e consegnerai un bene pubblico al capitale privato’.
Sindacati: «Comune colmi vuoti organico» «Nonostante gli sforzi del dirigente dei servizi educativi del Comune di Perugia Amedeo Di Filippo, riteniamo non sufficienti le risorse destinate alle supplenze nelle scuole dell’infanzia e negli asili nido. Il problema esplode in tutta la sua evidenza proprio in questi giorni con la chiusura parziale provvisoria e la chiusura per lavori di alcune strutture (scuola dell’infanzia Il tiglio, Pinocchio, Peter Pan e Filastrocca). Ciò mette in luce la forte necessità di attivare immediatamente le procedure per colmare i vuoti di organico che già avevamo segnalato e quelli ulteriori verificatisi dopo i pur necessari trasferimenti». Questo il giudizio che arriva dalle organizzazioni sindacali Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fp e Con-Fsal a seguito dei fatti citati. «Qualche giorno fa – spiegano i sindacati – abbiamo incontrato il dirigente Di Filippo il quale, dopo un confronto approfondito e che non abbiamo timore a definire proficuo, accogliendo molte delle nostre richieste, si è impegnato a: risolvere il problema delle ferie in servizio (i quattro giorni) entro una settimana; convocare un tavolo tecnico con la presenza dell’Ufficio edilizia scolastica per la verifica dell’avanzamento dei lavori e la tempistica delle strutture in via di ristrutturazione, con l’impegno della loro riapertura con personale comunale al completamento dei lavori; inviare all’Amministrazione la richiesta per il fabbisogno del personale che andrà in pensione nel 2020, e cioè sei unità per il nido e quattro unità per la scuola dell’infanzia; destinare ulteriori risorse, oltre i 78 mila euro già stanziati, per garantire le sostituzioni del personale assente fino a Natale; l’avvio di una serie di tavoli tecnici per discutere sul futuro e sull’organizzazione dei servizi. Il dirigente – proseguono Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fp e Con-Fsal – ci ha illustrato le criticità che si sono verificate nei servizi a causa della carenza di personale. I soldi preventivati per le supplenze, in realtà, sono serviti per coprire i vuoti che si erano creati nell’organico del personale, i primi di settembre, a causa dell’allontanamento dal servizio di sei unità (tra scuola dell’infanzia e nido) per motivi di salute. Lui ha illustrato il reperimento delle risorse modificando due capitoli di spesa, la prima modifica di 50 mila euro poi successivamente di altri 28 mila euro e ora si è impegnato a trovare altre 50 mila euro per arrivare a coprire le supplenze fino a Natale. Se il sindaco e la sua attuale Giunta – concludono le organizzazioni sindacali – non daranno ascolto alle nostre richieste, vanificheranno il lavoro dei mesi passati che ha portato all’assunzione di alcune educatrici, facendo sembrare tutto quello che è stato fatto come un’operazione di facciata. È evidente che noi vigileremo e se non verranno rispettati gli impegni, come è nostra consuetudine, attiveremo le iniziative sindacali utili per tutelare le educatrici, i genitori e i bambini del comune di Perugia».
