©Fabrizio Troccoli

Potranno attivare fino a 140 milioni di euro gli strumenti di UmbriaInnova messi a disposizione per la competitività delle piccole e medie imprese. UmbriaInnova è Un Rti, cioè un raggruppamento temporaneo d’imprese costituito dalla finanziaria regionale umbra Gepafin e da Artigiancassa, banca di riferimento delle micro e piccole imprese artigiane partecipata da Bnl e dalle Confederazioni nazionali dell’artigianato. Gli strumenti finanziari sono stati spiegati lunedì nel corso di una conferenza stampa tenuta dal vicepresidente della Regione Fabio Paparelli, dal presidente e dal direttore di Gepafin, Salvatore Santucci e Marco Tili, dal direttore generale di Artigiancassa, Francesco Simone e dal direttore regionale Luigi Rossetti.

L’ambizione è dunque quella di dare vita a una «strategia virtuosa» mettendo insieme istituzioni, banche e imprese allo scopo di rendere più facile l’accesso al credito, assicurando maggiori garanzie. Al termine di una valutazione ex ante fatta per avere una più precisa percezione delle esigenze delle imprese, sono state attivati in particolare quattro strumenti (tutti previsti dall’Asse III dei Fondi europei di sviluppo regionale, quello dedicato alla competitività delle pmi), ovvero garanzie per il rischio di insolvenza su finanziamenti o leasing, interventi di riassicurazione dei Confidi, acquisizioni di partecipazioni, prestiti partecipativi, sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili (in fondo all’articolo la scheda con tutte le misure nel dettaglio).

Sul piatto ci sono risorse europee fino a 35 milioni di euro e tutte le imprese interessate potranno presentare le domande, tramite il sito di UmbriaInnova, a partire dal 10 ottobre e fino al 31 dicembre 2023. «Nella passata programmazione – ha ricordato Paparelli – la Regione Umbria ha utilizzato tutte le risorse assegnate, pari a 22,5 milioni di euro di risorse pubbliche e circa 10 milioni di risorse private, consentendo alle imprese di beneficiare di circa 163 milioni di finanziamenti». In questa fase invece «dopo l’individuazione attraverso procedura pubblica del soggetto gestore, sulla base delle priorità e delle risorse subito disponibili, si è inizialmente dato avvio agli strumenti previsti per le garanzie, capitale di rischio e riassicurazione per un ammontare di 25 milioni».

«Crediamo che questo filone di lavoro di partnership – ha detto invece Santucci – possa avere un certo successo visto che va incontro alle esigenze delle imprese con una garanzia sul rischio di insolvenza che può arrivare fino all’80 per cento del credito senza nessun costo aggiuntivo per l’impresa stessa». Per il direttore generale di Artigiancassa, Francesco Simone, «oggi è sempre di più necessario fare sistema per supportare le attività economiche anche alla luce delle nuove regole introdotte a livello europeo per la concessione del credito. Di conseguenza la collaborazione con Gepafin potrà avere sviluppi anche in altri ambiti». Di seguito riportiamo il dettaglio delle misure.

  1. Garanzia su rischio insolvenza su finanziamenti destinati a:investimenti in beni materiali e/o immateriali; fabbisogno di capitale circolante; consolidamento di passività bancarie; accompagnamento di operazioni di aumento di capitale sociale. La garanzia può arrivare fino all’80 per cento del credito vantato dall’Istituto Finanziatore ed è concessa a titolo gratuito. L’intervento è concesso in regime di Aiuto di Stato.
  2. Riassicurazione su garanzie Confidi concesse su finanziamenti destinati a: investimenti in beni materiali e/o immateriali; fabbisogno di capitale circolante; consolidamento di passività bancarie; accompagnamento di operazioni di aumento di capitale sociale. La riassicurazione può arrivare fino all’80% delle perdite subite dai Confidi che dovranno applicare alle imprese beneficiarie commissioni di garanzia ribassate. L’intervento è concesso in regime di Aiuto di Stato.
  3. Acquisizione di partecipazioni di minoranza a tempo determinato: le imprese che possono beneficiare dell’intervento sono le società di capitali che effettuano un aumento di capitale sociale. L’operazione è effettuata pariteticamente dall’investitore pubblico e da uno o più investitori privati, a condizioni di mercato.
  4. Prestito partecipativo anche nella forma di prestito subordinato: il prestito partecipativo prevede che almeno una parte del costo sia commisurata ai risultati reddituali ottenuti dall’impresa beneficiaria nel periodo di ammortamento del debito. Può essere assistito o meno da garanzie collaterali ed è concesso a condizioni di mercato.

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