La manifestazione degli operai Ast

di F.T.

Anche Federmanager dice la sua sulla situazione all’Ast di Terni. Dopo l’incontro tra tutti i rappresentanti nazionali, il sindacato dei dirigenti ha espresso una posizione unitaria sulla vicenda, ponendo tre ‘paletti’ necessari a garantire lo sviluppo futuro del sito ternano. Nel corso della giornata il sottosegretario De Vincenti ha risposto alle interrogazioni di Fioroni (Pd) e Spadoni Urbani (Pdl) confermando l’impegno del governo al mantenimento dell’integrità del sito.

Garanzie Federmanager chiede garanzie dal punto di vista produttivo, il mantenimento dell’integrità dell’assetto industriale e l’affidabilità del futuro partner che dovrà avere una visione a lungo termine. Secondo i rappresentanti dei manager del gruppo siderurgico, la competitività futura di Ast passa attraverso il mantenimento dell’attuale gamma di prodotti. «Solo l’attuale assetto impiantistico – spiegano – può garantire la competitività in settori strategici per i consumatori italiani di inossidabile, in primis per l’industria automobilistica e quella degli elettrodomestici».

Le società Rispetto all’eventuale cessione, per Federmanager l’unica alternativa è che avvenga per intero, includendo anche il Tubificio di Terni, Terninox, Società delle Fucine e Aspasiel. «Queste società – sottolineano dal sindacato – rivestono un ruolo primario nei rispettivi mercati. Le prime due realizzano un processo di verticalizzazione dei prodotti in acciaio inossidabile di Ast. La Società delle Fucine perché, perfettamente integrata nel sito di Terni, si avvale di una lunga esperienza nel settore metallurgico e nelle più moderne tecniche di produzione. Non ultimo, Aspasiel è un importante fornitore di servizi nel campo dell’informatica. La scissione delle società controllate comprometterebbe l’intera azienda e metterebbe a repentaglio il suo futuro ruolo di produttore primario e concorrente nel mercato europeo».