«Il piano di sviluppo prospettato è interessante, anche se ci riserviamo di valutare il piano occupazionale». Questa in estrema sintesi il giudizio delle organizzazioni sindacali in merito al progetto industriale dal 2017 al 2020 presentato dalla direzione aziendale della Faurecia per lo stabilimento di Terni, il gruppo francese che lavora a componenti di automobili. L’incontro tra le parti si è svolto mercoledì mattina nella sede ternana di Confindustria.
I sindacati A fare il punto dopo l’incontro sono le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm che hanno partecipato al vertice con la direzione della Faurecia insieme alla Rsu aziendale, dopo che negli ultimi tempi non sono mancati argomenti di confronto. «La direzione – si legge in una nota delle sigle – guidata dal nuovo Plant Manager ha presentato i progetti di miglioramento e industrializzazione per il triennio 2017-2020 riguardanti lo stabilimento di Terni. Se confermato, le organizzazioni sindacali ritengono interessante lo sviluppo prospettato che prevede la fabbricazione di prodotti di alta gamma, i quali farebbero allo stesso tempo migliorare i dati economici e produttivi del bilancio aziendale».
Nuovi investimenti Un piano dunque che trova l’appoggio dei rappresentanti dei lavoratori. «Tali progetti – prosegue la nota – prevedono nuovi investimenti, nuove tecnologie, nuove metodologie di lavoro e un nuovo sistema di manutenzione mirata ad aumentare i livelli di qualità dei prodotti». Diverso invece il discorso relativo al piano occupazionale, su cui la sigle prendono tempo. «Le organizzazioni sindacali si riservano di valutare il piano occupazionale e la sua flessibilità, ritenendolo fondamentale per il salto di qualità prospettato dal nuovo management. Inoltre riteniamo necessaria a tal fine una corretta e puntuale interlocuzione che stabilizzi le relazioni industriali».
