Circa 50 lavoratori, data la dichiarazione di esuberi da parte dell’azienda, hanno accettato di lasciare l’occupazione in Faurecia (Forvia) in cambio di un riconoscimento economico. «La riorganizzazione – chiedono oggi Rsu e Fiom Cgil di Terni – serviva ad affrontare anni difficili per poi rilanciarsi, oppure è stata solo l’inizio di una scelta più radicale e decisiva? Nei prossimi giorni verificheremo la disponibilità unitaria a chiedere un confronto all’azienda per verificare lo stato dell’arte e chiedere impegni concreti sul piano industriale». Intanto venerdì 28 marzo, quando è già proclamato lo sciopero dei metalmeccanici per il mancato rinnovo del contratto nazionale, i lavoratori della fabbrica di Maratta manifesteranno il proprio disappunto sulle attuali relazioni industriali, con un presidio alle 10 sotto la sede ternana di Confindustria.
Rsu-Fiom Preoccupazione e incertezza per il destino industriale dell’azienda non si placano. «Ora che ha raggiunto gli obiettivi della ristrutturazione – fanno sapere le organizzazioni sindacali – sembra imminente la richiesta di aprire nuovamente la cassa integrazione ordinaria, con l’evidente rischio di terminarla in tempi relativamente brevi e di lasciare i lavoratori senza ulteriori ammortizzatori sociali nei prossimi mesi». Ma non si tratta solo di questo. Infatti Rsu e Fiom spiegano che «a fronte di un portafoglio ordini che vede solo progetti di serie già in essere (Iveco e Ferrari), non vi è alcuna certezza rispetto a nuovi progetti. Sostanzialmente lo stabilimento Forvia di Terni rischia, a nostro avviso, di essere emarginato dalle strategie di sviluppo del corporate e, allo stesso tempo, di essere relegato alla condizione di stabilimento produttore prevalentemente di ricambi; quindi, destinato a gestire i ridotti volumi normalmente legati alle richieste del mercato legate alle vetture che terminano il proprio ciclo di vita».
Automotive Le rivendicazioni delle organizzazioni sindacati, tuttavia, finora «non sono state prese in considerazione, proprio perché la scelta aziendale era quella di affrontare la crisi contingente dell’automotive e rilanciare l’azienda, a partire dal 2027, rimanendo nel business che ha sempre caratterizzato il mercato di riferimento di Faurecia-Forvia. Ci aspettiamo, quindi, che gli impegni presi non siano rimessi in discussione e che si proceda, coerentemente, tenendo fede ai presupposti su cui abbiamo costruito gli accordi in questi anni». Accolto di buon grado invece l’annuncio di un tavolo regionale sul settore dell’automotive: «Auspichiamo che l’annuncio si trasformi il prima possibile in una data, in cui si comici effettivamente ad affrontare le problematiche del settore, in considerazione del fatto che, anche nel migliore dei casi, la discussione partirà scontando comunque un ritardo di anni».
