di Mar.Ros.
Susanna Camusso lo ha detto chiaro: «Il sindacato non è solo quello che protesta ma fa qualcosa e se oggi la realtà a Terni è questa è anche perché i lavoratori sono stati capaci di difendere quel posto di lavoro e vorrebbero avere ancora più spazio nelle decisioni». Del resto al centro del confronto tra il leader della Cgil e l’amministratore delegato di Ast, Lucia Morselli, c’erano le Relazioni industriali: Terni laboratorio possibile. Ma sull’ipotesi l’ad del sito siderurgico non ha manifestato particolari aperture, preferendo manifestare grande fiducia in Ast: «Il nostro acciaio è di qualità, tra i migliori al mondo, lo conferma i tempi rapidi con cui abbiamo riconquistato il mercato dopo la chiusura dell’autunno, avevamo paura tutti, ma abbiamo dimostrato di essere tra i primi della classe».
Confronto tra Morselli e Camusso Ma a Palazzo Gazzoli il faccia a faccia moderato da Luca Telese va via leggero con Camusso e Morselli che si prestano a botta e risposta televisivo e dibattito a tutto campo, anche se tra una curiosità e l’altra le due protagoniste trovano sintonia quando si tratta di dare una stoccata al Governo: «L’accordo – dicono in sostanza entrambe – lo avremmo chiuso comunque». Dopodiché si scopre che la manager è sposata, cucina e ogni mattina legge almeno 5 pagine di fisica o matematica «non per rilassarmi, ma per studiarle». Del resto Telese la introduce come un ufo, ma solo per dire che di lei si sa poco rispetto alla più nota Camusso, la quale svela di sentirsi «mitteleuropea prima ancora che lombarda».
Morselli e Camusso a confronto: fotogallery
Arrivo a Palazzo Gazzoli e primi interventi: video
Industria e Ast Quando il moderatore entra nel merito delle questioni del lavoro, chiede alle due a quale modello industriale dovrebbe ispirarsi l’Italia: «Sogno la fine degli anni Novanta e gli inizi del Duemila, quando l’industria italiana era fortissima» dice l’ad di Ast. «Bisognerebbe imparare a pensare investimenti di prospettiva» risponde Camusso. Qui, poi, arriva la sintonia sul Governo imbeccate dal giornalista: «Senza la mediazione del Governo, sarebbe stato raggiunto l’accordo?». L’ad Morselli risponde semplicemente «sì», la leader di Cgil picchia duro: «L’azione del Governo talvolta ha osteggiato la via di una possibile soluzione» . E la manager applaude, ma «supplementi di spiegazione», per dirla con le parole di Telese, non ne arrivano.
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LA VICENDA AST IN UN MINUTO
Terni L’incombenza di scaldare un po’ l’atmosfera se la prende l’ad Morselli: «L’acciaio di Ast è uno dei migliori al mondo – scandisce – e lo dimostra il fatto che abbiamo riconquistato il mercato in breve tempo dopo il lungo sciopero, siamo tra i primi della classe e dovremmo fare il mondo che il mondo non possa fare a meno di noi» afferma la manager. Del sindacato dice: «Non ho mai sospettato dell’operato di Cgil, tutte le sigle, tutti insieme abbiamo lavorato molto per ottimizzare e il sindacato ha avuto un ruolo fondamentale nel fissare una soglia minima di produzione, le loro motivazioni sono state convincenti per noi e per i nostri azionisti». Morselli respinge il soprannome di ‘tagliatrice di teste’: «Lo dicono i miei nemici» dice sorridendo. Poi i confini della conversazione si allargano, Telese tira in ballo Marchionne, il Job Act: «Della riforma del lavoro non mi piace nulla – dice Camusso – troppe cose sono destinate a sparire, tante di quelle che hanno prodotto nelle crisi molti meno ‘morti e feriti’ di quelli potenzialmente producibili».
Le rognose L’ad di Ast sul Job Act dice: «Il giorno dell’approvazione solo una presa d’atto, ognuno deve conoscere le proprie responsabilità». Meglio modello Marchionne o modello Morselli? La Camusso non risponde in maniera secca e asciutta ma poi fa capire di aver apprezzato le relazioni industriali nella trattativa Ast, perché l’accordo è stato unitario «anche se – ha ammesso – ci aspettiamo che le relazioni migliorino sempre di più e sul punto l’ad di Ast è stata evasiva». Alla fine Telese vuole scoprire quanto per l’una sia rognosa l’altra. «La Morselli da 1 a 10 – valuta Camusso – rappresenta sé stessa e quindi suggerisce 11». «Le persone che sanno quello che vogliono – replica Morselli – sono rognose forte, Camusso 12!».
Twitter @martarosati28
