di Dan. Bo.

Per l’export umbro il 2015 si chiude con il segno più. Secondo i dati dell’Istat pubblicati nelle scorse ore infatti l’anno scorso le esportazioni della regione (un dato, è bene ricordarlo, influenzato dall’andamento dell’acciaio ternano) sono cresciute del 6,4 per cento rispetto al 2014, un dato più alto della media nazionale (+3,8 per cento). In termini assoluti si parla di 3,646 miliardi di euro contro i 3,427 dell’anno precedente. L’incremento, come sottolinea l’Istituto nella sua analisi, è stato più marcato verso i paesi UE (+9,5 per cento) che quelli extra UE (+1,7 per cento). In particolare nell’ultimo trimestre del 2015 sono state vendute all’estero merci per 891 milioni di euro contro i 777 dello stesso periodo del 2014. Il dato della provincia di Perugia ammonta a 2,583 miliardi di euro a fronte di 2,479 riferiti al 2014. Per la provincia di Terni invece il 2015 si chiude con un dato pari a 1,062 miliardi contro i 948 milioni di euro del 2014.

I numeri Per quanto riguarda i vari settori i «metalli di base e i prodotti in metallo» hanno fatto segnare una crescita del 5,7 per cento. Rimanendo ai settori dove più sono alte le quote dell’Umbria sul totale nazionale per quanto riguarda i prodotti in legno si parla di un +20 per cento, +22 per cento per i tessili (+8,8 per cento per l’abbigliamento) e +2,6 per cento per l’agricoltura. Gli unici segni meno riguardano il comparto «prodotti alimentari, bevande e tabacco» (-1,3 per cento), carta e prodotti di carta (-3,2 per cento), prodotti derivanti dalla lavorazione di minerali non metalliferi (-8,1 per cento) e apparecchi elettrici (-7,5 per cento). Commentando i numeri il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli parla di un «dato positivo non solo rispetto al complesso degli indicatori economici della regione, occupazione, crescita della produzione industriale, Pil, presenze turistiche, che in modo convergente indicano una inversione di tendenza, ma anche con riferimento a tre aspetti peculiari per l’Umbria».

I commenti Parlando della ripresa dell’export Paparelli guarda in particolare ad alcuni comparti delle industrie di base e delle prime trasformazioni ad esse connesse che ci rafforzano nella convinzione della necessità di politiche industriali di “infrastruttura” cioè in grado di rafforzare i fattori di radicamento sul territorio. Da ultimo la constatazione che il trend positivo si colloca in un contesto in cui la Regione con i propri strumenti rafforza le politiche per l’internazionalizzazione del sistema produttivo sia in termini di risorse sia in termini di strumentazione disponibile grazie anche alla rinnovata collaborazione con il sistema camerale regionale e il supporto di sviluppumbria, attraverso azioni di sistema, fiere e nuovi strumenti innovativi di promozione». «Dopo che per un mese – dice invece il segretario del Pd Giacomo Leonelli – siamo stati a litigare tra correnti su assetti, equilibri e nomi, questi dati ci ricordano come l’Umbria vuole rimettersi a correre e ha tutte le carte in regola per farlo». «Lasciamo perdere logiche e discussioni tutte interne da vecchia politica e misuriamoci sulle questioni vere a partire da lavoro ed economia».

Twitter @DanieleBovi

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