Ammontano complessivamente a quasi un milione di euro i fondi europei messi a disposizione dalla Regione per i progetti legati alla promozione del made in Umbria in vista dell’Expo 2015. Dal Consorzio Umbria a tavola a quello di tutela dei vini di Montefalco, del vitellone bianco dell’Appennino fino alla lenticchia di Castellucio e all’olio Dop, palazzo Donini ha accettato tutte e 21 le domande presentate per chiedere gli aiuti della misura 133 (con la quale si incentiva informazione e promozione dei prodotti) del Programma di sviluppo rurale 2007-2013. In totale le risorse assegnate anche in vista di altre manifestazioni sono 2 milioni 160 mila euro e circa la metà, 950 mila euro, saranno destinate a progetti legati all’Expo.
Occasione straordinaria «L’Expo – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini – sarà un’occasione straordinaria per far conoscere sempre di più, in Italia e nel mondo, le produzioni agricole e agroalimentari dell’Umbria, vino ed olio in particolare, e con essi le peculiarità e le qualità del territorio». «A Milano – aggiunge -, abbiamo scelto infatti di presentarci con una strategia unitaria, coordinando le iniziative e mettendo insieme progetti e risorse che ci permetteranno di promuovere l’Umbria nel suo insieme. Un’opportunità e uno stimolo ulteriore a far meglio e bene ci sono offerti dal fatto che è stato affidato a un grande enologo umbro come Riccardo Cotarella il coordinamento del comitato scientifico del padiglione del Vino, mentre Eurochocolate curerà la gestione del Cluster del Cacao e cioccolato».
Vinitaly e non solo Oltre all’Expo però per il settore agroalimentare della regione sono in calendario anche altri appuntamenti importanti. Con le risorse del bando infatti l’Umbria sarà presente nel 2015 in due manifestazioni dedicate alla promozione del vino come il «Vinitaly» di Verona e il «Prowein» di Dusseldorf. «Tutti gli interventi di informazione e promozione – conclude l’assessore – dovranno anche comprendere la valorizzazione delle proprie zone di origine, poiché è la tipicità e l’identità territoriale, insieme alla qualità del prodotto, la ‘chiave’ di successo per competere sui mercati».
