L’Europoligrafico, storica azienda perugina leader nel settore degli imballaggi e che fornisce servizi principalmente alle multinazionali del settore alimentare, si prepara a licenziare 39 dipendenti. Un terzo dei 120 totali. Le lettere di licenziamento sono state ricevute dai lavoratori interessati in questi giorni.
Lo sconcerto dei sindacati Una decisione sulla quale Cgil, Cisl e Uil, in una nota, esprimono «profondo sconcerto. Alla richiesta di incontro urgente promossa dalle organizzazioni sindacali il 22 novembre scorso per valutare le prospettive aziendali la direzione ha risposto con questo atto di inqualificabile arroganza». Come prima risposta i sindacati hanno indetto per domani mattina alle 10 un’assemblea dei lavoratori in cui verranno decise le iniziative da mettere in campo.
Soppresso un intero reparto Il provvedimento aziendale prevede la soppressione dell’attività di un intero reparto (il finissaggio) ritenuta «ineconomica» e di alcune figure impiegatizie a seguito del trasferimento dell’attività amministrativa presso la sede di Verona. «Si denuncia – proseguono i sindacati nella nota – il metodo irrispettoso di corrette relazioni sindacali, ma soprattutto il merito perché non è accettabile che si mettano in discussione i destini di 39 lavoratori in una fase in cui il lavoro ci sarebbe, ma viene realizzato fuori dall’azienda».
L’alibi della crisi internazionale «Non può essere accettato l’alibi della crisi internazionale – è detto infine – per procedere a ristrutturazioni con poderosi tagli di personale, con l’obiettivo di eliminare dall’azienda le persone ritenute più scomode. Chiediamo alla direzione un piano industriale di investimenti capace di rilanciare l’azienda e garantire tutti i posti di lavoro: le capacità professionali per realizzarlo ci sono».
Già 52 settimane di cassa integrazione Lo stabilimento di Perugia è attrezzato per la produzione e la vendita di astucci stampati in cartoncino e supporto flessibile per il largo consumo, con una particolare specializzazione nelle produzioni dei prodotti da forno (panettoni, colombe e torte) e dei poliaccoppiati per liquidi alimentari. L’azienda ha usufruito della cassa integrazione ordinaria per 52 settimane e attualmente è in cassa integrazione straordinaria che scadrà a meta febbraio.


Questa è una vera vergogna! Hanno ottenuto la cassa integrazione RIFIUTANDO delle commesse, tutto per prendere i soldi dallo Stato.
Ora manderanno fuori i lavori e, probabilmente altri macchinari, per risparmiare su 39 famiglie che hanno dato il sangue lì dentro, accettando straordinari estenuanti, turni di notte e quant’altro.
L’unica cosa che veramente auguro a questi signori è di essere colpiti da un fulmine, almeno che funzioni la giustizia divina… pare che è rimasta solo quella in cui sperare!