Lo stabilimento della Nestlè Perugina

di D.B.

Assunzione di un figlio in cambio di una riduzione dell’orario di lavoro. E’ questa la proposta che la multinazionale Nestlé ha fatto lunedì pomeriggio, tramite una nota, ai dipendenti dello stabilimento dell’azienda di San Sisto. L’azienda «a fronte dello slittamento delle pensioni – è scritto -, che rischia di sbarrare la strada alle occasioni di lavoro per i giovani, ha ritenuto opportuno offrire ai lavoratori che volontariamente accetteranno di ridurre l’orario di lavoro da 40 a 30 ore settimanali, la possibilità dell’assunzione di un figlio presso lo stabilimento di San Sisto». Una risposta che la multinazionale definisce «seria, responsabile e coraggiosa in un momento di difficoltà per l’economia, non solo in Umbria e in Italia, ma in molti Paesi europei». Nella nota poi Nestlé si dice «fortemente convinta che lo stabilimento Perugina di San Sisto «possa affrontare e vincere le nuove sfide competitive, pur in un contesto di crisi, tanto da aver proposto al sindacato l’adozione di un “patto generazionale per favorire l’occupazione giovanile”».

Nessun esubero Nello stabilimento di San Sisto la tensione è alta: per giovedì sono in programma due ore di sciopero di operai e impiegati. Al centro della protesta l’ipotesi dei contratti di solidarietà, il passaggio da full-time a part-time e soprattutto i circa 150 esuberi che però l’azienda smentisce di aver mai comunicato: «Mai formalizzato – scrivono – alcuna dichiarazione di esubero». A sindacati e Rsu spiegano di aver esposto «i propri piani per il rilancio della competitività dello stabilimento, i cui prodotti, destinati per oltre il 40% all’export, devono puntare sempre più sulla qualità e sulla freschezza». In vista della nuova stagione produttiva, Nestlé intende «organizzare il lavoro su 6 giorni settimanali, evitando il ricorso al lavoro straordinario, per utilizzare al massimo le potenzialità degli impianti di San Sisto e rilanciare l’occupazione, offrendo quindi al territorio maggiori, e non minori, occasioni di lavoro». Il tutto – spiega Nestlé Italia- mantenendo alti standard di sicurezza e assoluto rispetto dei diritti». Il 3 agosto è previsto il prossimo summit in Confindustria.

Cgil: proposta inaccettabile La reazione della Cgil alla proposta di assumere i figli dei dipendenti che si ridurranno l’orario di lavoro è dura: «E’ assolutamente inaccettabile oltre che impraticabile. La Flai Cgil – scrive il sindacato ce rappresenta la maggior parte dei lavoratori dell’azienda – l’ha già respinta al tavolo ufficiale in Confindustria, prima di tutto perché non risolverebbe né i problemi occupazionali, né quelli della fabbrica. Quello che serve realmente, e che il sindacato chiede da tempo, è un piano pluriennale serio di rilancio dello stabilimento di San Sisto e non certo un improbabile scambio tra diritti, che peserebbe comunque tutto sulle spalle dei lavoratori». Oltre a chiedere maggiori investimenti  e ad accusare il management «per gli errori commessi in questi anni», il sindacato di Susanna Camusso fa notare come «a forza di processi di mobilità e di riorganizzazione l’età media in fabbrica si è talmente abbassata che nella stragrande maggioranza dei casi i figli dei dipendenti oggi sono minorenni e l’assunzione dei minorenni è una pratica che siamo certi Nestlè non voglia adottare in nessuna parte del mondo».

One reply on “Nestlé, la multinazionale: «Niente esuberi, se vi riducete l’orario di lavoro assumiamo vostro figlio»”

  1. Non c’è lavoro per 5 giorni la settimana e chiedono di poter lavorare 6 giorni settimanali dove sta la logica?

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