I consumi lordi di energia elettrica in Umbria sono coperti per il 18,3 per cento da fonti rinnovabili, ben oltre dunque il traguardo minimo del 13,7% prefissato per il 2020 nel quadro dell’attuazione del pacchetto europeo clima-energia. Un dato che fa dire all’assessore Fernanda Cecchini che «si sta avverando con una velocità prima non ipotizzabile l’obiettivo di un sistema meno dipendente da fonti fossili e l’Umbria alza la posta della sua scommessa aprendosi al futuro». Ne ha parlato, insieme ad Andrea Monsignori e Michele Cenci, del Servizio regionale energia e qualità dell’ambiente illustrando la “Sear – Strategia energetico ambientale 2014-2020”, adottata dalla Giunta regionale.
Gli obiettivi della Sear Con la nuova “Sear”, la Regione si è posta gli obiettivi prioritari di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili e incentivare tutte le azioni volte a favorire il risparmio e l’efficienza energetica in tutti i settori, dai trasporti all’edilizia, dall’industria all’agricoltura, con vantaggi per i cittadini, le imprese e la qualità del’aria delle città umbre. Altrettanto fondamentale viene considerato lo sviluppo della filiera industriale dell’energia per agevolare la crescita economica sostenibile dell’intera regione e con questa l’occupazione. Si vuol inoltre migliorare la gestione del sistema.
L’Umbria alza la posta Cecchini ha spiegato che «ad oggi, grazie a una programmazione regionale orientata al basso impatto ambientale e a minori consumi, l’Umbria è già avanti rispetto a quanto ci chiede l’Unione europea in materia di consumi energetici e contrasto ai cambiamenti climatici. Si sta avverando con una velocità prima non ipotizzabile l’obiettivo di un sistema meno dipendente da fonti fossili e l’Umbria alza la posta della sua scommessa aprendosi al futuro: l’obiettivo del rapporto fra fonti rinnovabili e consumi finali sale al 20 per cento ed è già proiettato agli obiettivi del 2030, la riduzione di CO2 del 40% e la crescita al 27% della produzione da fonti rinnovabili, e in prospettiva del 2050, con la meta di ridurre fino all’80-90 per cento le emissioni di gas serra, proseguendo nel percorso di innovazione tecnologica».
Quattro misure La Strategia energetico ambientale regionale individua quattro differenti tipologie di misure regionali e le declina in funzione dei quattro principali macrosettori di intervento: domestico-residenziale, industriale e terziario, agricolo e trasporti. «Al raggiungimento dei primi traguardi – ha rilevato l’assessore Cecchini – hanno contribuito azioni e investimenti fin qui operati per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici. Sono stati investiti a questo scopo circa 30 milioni di euro e un’analoga quota verrà destinata da qui al 2020 ai Comuni, con cui decideremo strategie e interventi per incidere ancora di più sulla riduzione dei consumi di energia. Particolarmente ‘energivoro’ è il settore della sanità, con costi energetici di oltre 20 milioni di euro. All’impegno per il contenere consumi e costi del settore pubblico, si unirà l’azione dei privati che possono contare sugli incentivi statali per interventi nelle abitazioni volti al risparmio energetico elettrico e termico».
Primo pacchetto da 15 milioni Quella dell’energia verde, secondo Cecchini, «è una parte fondamentale del modello umbro di sviluppo per la cui attuazione, come è stato fatto con le risorse del Por Fesr, il Fondo europeo di sviluppo regionale, per il periodo 2007-2013 a sostegno dell’efficienza energetica e lo sviluppo di fonti rinnovabili, abbiamo destinato cospicue risorse della nuova programmazione. Presto, con i primi bandi, prenderanno avvio gli interventi previsti in materia di energia dal ‘Fesr’ 2014-2020, con un pacchetto di circa 15 milioni di euro. Allo stesso tempo, in sintonia e in sinergia con questi interventi, verranno avviate le attività del Programma di sviluppo rurale finanziate, attraverso varie misure, con i fondi Feasr per l’uso efficiente delle risorse energetiche».
