di Mar. Ros.
Sono trascorsi tre mesi dall’allarme lanciato per la chiusura del sito Centurini di Electroterni e il relativo presidio ai piedi del Comune di Terni con relativo incontro di sindaco Latini e assessore Fabrizio Dominici, ma nulla o poco pare essere cambiato: il destino di una quindicina di lavoratori sembra ormai segnato. La proprietà, che negli ultimi tre anni ha ridimensionato l’organico di 20 unità, è intenzionata a razionalizzare la produzione di nuclei per trasformatori mantenendo solo lo stabilimento di Maratta.
Electroterni Negli ultimi giorni hanno avuto luogo prima un vertice in Confindustria tra segretari sindacali metalmeccanici, Rsu e vertici aziendali, poi un’assemblea dei lavoratori. La famiglia Coppo ha avuto modo di ribadire la volontà di ridimensionare la propria realtà industriale su Terni ma dal tavolo coi sindacati è emerso anche che, mentre da Palazzo Spada non è mai arrivata alcuna chiamata, la Regione Umbria ha concesso al management aziendale un incontro, nel corso del quale avrebbe aperto alla possibilità di qualche soluzione per evitare l’epilogo, al quale si oppongono unitariamente i sindacati di categoria. Di fronte alla disponibilità di Palazzo Donini, la Fim Cisl non perde un attimo: «Intanto – dichiarano dalla segreteria di via del Cassero –, se si vuole davvero chiudere Centurini è opportuno attivare tutti gli ammortizzatori sociali del caso; in secondo luogo aggiungono – ci dichiariamo immediatamente pronti ad aprire un tavolo congiunto con Regione e proprietà per studiare percorsi alternativi che possano rivelarsi vantaggiosi tanto per i lavoratori, quanto per la proprietà e l’economia del territorio».
