Scatta la cassa integrazione per tutti i lavorato dell’Electroterni, l’azienda nata nel ’90 come verticalizzazione degli acciai magnetici un tempo prodotti dal sito siderurgico di Terni. Il gruppo vive una fase di profonda difficoltà legata ad un mercato complicato, in cui la competizione è sfrenata e il costo della materia prima molto elevato: «È evidente – tuonano i sindacati – che le scelte del 2005 fatte a Terni, condivise a livello politico nazionale, hanno inciso notevolmente sull’aggravio di costi dell’approvvigionamento di lamierino magnetico che incide quasi per l’80% sui costi aziendali. Ricordiamo a tutti quanto sostenevamo, denunciando i rischi ed il pericolo, per il Paese Italia, di diventare importatore e non più produttore di lamierino magnetico».
Electroterni Lo strumento della Cig è visto dai rappresentanti dei lavoratori delle sigle metalmeccanici Fim, Fiom, Fismic e Uilm, come un provvedimento temporaneo ma non risolutivo della mancanza di ordini, dei costi elevati di trasformazione e della mancanza di prospettive industriali strutturali. «Essendo emerso dall’ultimo incontro avuto in Confindustria, in modo evidente da parte della proprietà di Electroterni, lo stato di difficoltà e al momento la mancanza di prospettive di ripresa, riteniamo doveroso evidenziare questa ulteriore crisi industriale che va ad aggiungersi a tante altre che su questo territorio persistono. Per queste ragioni chiederemo alle istituzioni regionali e locali la possibilità di affrontare insieme questa situazione, prima che sia troppo tardi e prima che termino gli ammortizzatori sociali, per verificare insieme se ci sono possibilità di ripresa e rilancio delle attività».
L’industria «È evidente – proseguono i sindacati – che Terni non può permettersi un ulteriore indebolimento del proprio tessuto produttivo, ma soprattutto non può permettersi un’ulteriore perdita di posti di lavoro». Il Gruppo Electroterni conta in totale 31 lavoratori così suddivisi: 16 alla Electroterni (14 operai e 2 impiegati), 10 alla Magnetic (9 operai e 1 impiegato) e 5 alla Maestrale (4 operai e 1 impiegato). Trentuno famiglie, in tutto, che vedono il proprio futuro a rischio. La situazione, come è immaginabile, sta generando un clima di forte tensione. In attesa del prossimo incontro in Confindustria, le segreterie territoriali congiuntamente alla Rsa di Electroterni, giovedì 18 ottobre a partire dalle ore 15.45 si ritroveranno ai piedi di Palazzo Spada per un sit-in.
