
di Daniele Bovi
Il pianoforte fiscale della Regione non suona più da circa dieci anni. Nel 2000 infatti la pressione fiscale regionale, come certificano gli uffici tecnici di palazzo Donini nella relazione che accompagna la manovra di bilancio, era pari al 2,85%. Un valore sostanzialmente identico al 2,89% del 2009. Valori che si traducono da un lato con una certa «soddisfazione» dei cittadini umbri, dall’altro in un sostanziale «stallo» delle entrate nelle casse regionali. Una patina di polvere che potrebbe essere spazzata via dalla riforma federalista del Governo, che garantendo una piena autonomia impositiva alla Regione potrebbe «regalare» qualcosa come 123 milioni di euro di entrate in più.
La simulazione tecnica Al momento, ovviamente, non c’è alcuna volontà politica di rivedere al rialzo le aliquote, e gli uffici tecnici regionali si sono limitati a fare solamente una simulazione degli incrementi massimi teorici. «Il blocco dell’autonomia impositiva regionale – è scritto nella relazione al bilancio – non permette di manovrare la tastiera fiscale a disposizione». «La riforma in senso federalista dello Stato però – è scritto ancora – dovrebbe portare ad un allargamento dell’autonomia dal lato delle entrate accanto ad una maggiore responsabilizzazione dal lato delle spese».
Gli aumenti massimi teorici E così tra Irap privata, addizionale Irpef, addizionale sul consumo del gas metano, imposta regionale sulla benzina e tassa automobilista si arriva ad una «potenzialità fiscale» pari a 123 milioni di euro. La parte del leone, secondo la simulazione tecnica, la farebbe l’Irap privata, dove c’è un margine dell’1% (che varrebbe 72 milioni), seguito dall’aumento dell’Irpef dall’attuale 1,1% all’1,4% (più 26 milioni) e a seguire metano (più otto milioni), benzina (più otto milioni) e un più 10% della tassa automobilistica (pari a un più nove milioni). Il totale, come detto, fa 123 milioni.

Tastiera fiscale impolverata «La Regione non ha attivato se non minimamente – scrivono sempre gli uffici – la tastiera fiscale a disposizione, conservando quasi intatti tutti i margini di manovra fiscale che, anche nell’ottica della piena realizzazione del processo di federalismo fiscale in atto, rappresenta la possibilità di avere a disposizione nel futuro un consistente ammontare di risorse (i 123 milioni di cui sopra, ndr) potenzialmente disponibili». Risorse potenziali intorno alle quali si è concentrata nella giornata di martedì la Uil, che sostiene come l’ipotesi dello sblocco delle aliquote Irpef, fino al massimo dell’1,4%, peserebbe sulle tasche dei cittadini non ancora colpiti dagli aumenti 55 euro a testa. Una stima, quella della Uil, fatta attraverso l’elaborazione dei dati delle dichiarazioni fiscali presentate nel 2010, anno in cui l’aliquota media è stata pari all’1,22%.
Irpef, per le Regioni aumento del 20% A livello nazionale, spiega il sindacato, il gettito 2010 è stato pari a oltre 8,5 miliardi di euro, che diventerebbero nel 2011, se gli aumenti venissero applicati, 10,3. Un aumento del 20,8%. L’aumento maggiore, in valore pro capite, si avrebbe in Valle d’Aosta con 151 euro in più rispetto all’anno precedente, in Friuli Venezia Giulia con 114 euro, in Veneto e Toscana con 113 euro, a Trento e Bolzano con 105 euro, in Sardegna con 103 euro. Aumenti più contenuti si registrerebbero in Emilia Romagna con 28 euro pro capite, in Piemonte (35 euro), in Umbria (64 euro), in Liguria (71 euro) e in Lombardia (77 euro).
L’analisi della Cgia di Mestre Ancora più approfondita l’analisi della Cgia di Mestre, secondo la quale per i governatori italiani il federalismo regionale potrebbe garantire un aumento delle entrate di quasi sei miliardi di euro. La stima – premette la Cgia – parte dall’ipotesi teorica che dal 2011 al 2015 le Regioni ordinarie aumentino l’aliquota Irpef regionale sino al livello massimo consentito. Nello specifico: aliquota massima all’1,4% per tutti i contribuenti nel periodo 2011-2013; per l’anno 2014, aliquota massima all’1,4% per i redditi fino a 28mila euro, mentre oltre questa soglia l’aliquota massima sarebbe al 2%; per il 2015, aliquota massima all’1,4% per i redditi fino a 28mila euro, oltre i 28mila euro aliquota massima al 3%. Alla luce di queste disposizioni, l’eventuale aumento massimo delle aliquote potrebbe far incrementare il gettito dell’Irpef regionale per l’anno 2015 – sostiene la Cgia – di 5,8 mld di euro.

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