di Maurizio Troccoli
Approvata la legge sui gruppi di acquisto si scatena la bagarre tra gruppi politici opposti, organizzazioni di categoria ed istituzioni. Chi si aspettava di più dalla Regione, «viste le promesse» e chi invece urla allo strappo politico ed istituzionale. Coldiretti e Confcommercio avevano chiesto la riduzione di un punto percentuale dell’Irap a coloro che si rifornivano per il 35 percento di prodotti locali. Richiesta rinviata. Mentre il Pdl sostiene che in aula consiliare si è assistito ad un «grave strappo delle regole». Vediamo i dettagli
Coldiretti e Confcommercio «insoddisfatti» L’approvazione, da parte del Consiglio regionale della legge non soddisfa a pieno Confcommercio e Coldiretti dell’Umbria. Le organizzazioni, infatti, avevano presentato e sostenuto congiuntamente l’emendamento finalizzato alla riduzione di un punto percentuale dell’Irap per le imprese esercenti attività di ristorazione, anche abbinata ad attività ricettiva, aventi sede legale ed operanti nel territorio regionale che si fossero approvvigionate, per almeno il 35 per cento del costo totale delle materie prime, di prodotti agricoli da filiera corta, a chilometro zero e di qualità. Questo beneficio – recita ora la legge approvata ieri – sarà riconosciuto solo attraverso una legge successiva, con la quale la Regione «può» riconoscere la riduzione dell’aliquota Irap tra lo zero e lo 0,92. «Il testo licenziato ieri dal Consiglio regionale – commenta Luciano Ioni, presidente Confcommercio regionale dell’Umbria – è sensibilmente più debole rispetto a quello che ci saremmo aspettati. La collaborazione con il consigliere Oliviero Dottorini, primo firmatario della legge, che aveva dimostrato sensibilità nei confronti delle nostre richieste, ci aveva fatto sperare fino all’ultimo che questa norma potesse riconoscere anche il ruolo delle imprese della ristorazione, che esercitano una funzione attiva per la valorizzazione delle produzioni locali, di qualità. Così come è stata approvata – rimandando la “possibilità” della riduzione Irap ad una ulteriore successiva legge – la norma perde tutta la sua efficacia. Pur cogliendo in maniera positiva l’introduzione del principio del Km zero e della filiera corta, ciò che ora chiediamo – sottolinea Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria – è che la Regione colga la portata innovativa dell’emendamento che avevamo presentato e che si attivi al più presto – dando concretezza all’impegno che si è assunta, in tempi rapidi e con una riduzione dell’Irap in misura significativa – perché sia consentito di creare un legame virtuoso fra ristorazione e prodotti agricoli locali, sempre più rilevante in un’ottica di consumo consapevole e valorizzazione del territorio umbro”. “Questo – concludono i presidenti di Confcommercio e Coldiretti – per valorizzare la forte azione sinergica che stanno svolgendo le due Associazioni di Categoria, volta a dare un nuovo contributo, affinché il valore aggiunto prodotto dalle imprese umbre rimanga sul territorio».
Pdl: scelta indecente «Quello che è successo ieri in consiglio regionale sui Gruppi di acquisto popolare e solidale è indecente e merita di essere evidenziato: nonostante la legge fosse arrivata in aula senza norma finanziaria (cosa mai vista fino a ieri e che viola totalmente il regolamento del consiglio), Prc e Idv hanno imposto al presidente Brega di discuterla e lui, senza minimo rispetto per le regole, ha dovuto eseguire». Lo afferma il capogruppo del Pdl a Palazzo Cesaroni, Raffaele Nevi. «Quando poi la norma finanziaria è saltata fuori – aggiunge Nevi – abbiamo visto che cassava completamente la parte migliore della legge che noi avevamo contribuito a inserire in commissione, cioè la riduzione mirata dell’Irap per le imprese della ristorazione e alberghiere che utilizzano prodotti locali dei nostri agricoltori». In un comunicato della Regione, Nevi evidenzia che «sono state finanziate solo le spese di funzionamento dei Gasp e le spese di comunicazione, cioè quello che stava a cuore a Prc e Idv, ed è stata cassata la manovra sull’Irap che era la cosa più importante contenuta nella legge». Per il capogruppo del Pdl «ieri si sono capite chiaramente diverse cose: la maggioranza non è minimamente autonoma dalla giunta, che spesso cancella (come ieri) il lungo lavoro dei consiglieri; la presidenza del consiglio è in balia dei tormenti interni al Pd e si piega ai ditkat che arrivano e quindi ha perso la sua funzione di garanzia dell’autonomia del Consiglio; i soldi pubblici continuano ad essere spesi male, sprecati in mille rivoli, pur di accontentare pezzi di coalizione, specie i più radicali; il lavoro di elaborazione in commissione è inutile perchè i consiglieri non riescono poi ad incidere fino in fondo. Stante questa grave situazione noi prendiamo atto e annuncio che ci comporteremo di conseguenza da qui in avanti».
Prc: sintesi positiva Il capogruppo regionale del Prc, Damiano Stufara, commenta l’approvazione della legge a sostegno dei gruppi d’acquisto solidale e popolare ribadendo – in una nota della Regione – che si tratta di «una sintesi positiva fra l’esigenza di tutelare il patrimonio agroalimentare umbro e la priorità della lotta al carovita». «Il gruppo del Prc – sottolinea Stufara – con la sua azione ha fatto in modo che la pratica dell’acquisto collettivo venga riconosciuta in tutta la sua portata solidaristica e innovativa, coniugando così consumo critico, educazione alimentare, salvaguardia del territorio e difesa del potere d’acquisto»
Lega: c’è discriminazione «La legge sui Gruppi di acquisto solidale e popolare, approvata senza le modifiche proposte dai nostri emendamenti, non ha trovato il nostro voto favorevole per due motivi principali: il sostegno economico ai Gasp crea una ingiustizia tra i consumatori e nei confronti dei nostri piccoli commercianti. E, pur riconoscendo l’importanza della valorizzazione e promozione dei prodotti agroalimentari a chilometri zero, da filiera corta e di qualità, non sostiene sufficientemente gli enti locali e gli attori del mercato agroalimentare di qualità, creando una discriminazione tra categorie di commercianti in quanto solo alcune potranno beneficiare della riduzione dell’Irap». Lo afferma il capogruppo regionale della Lega Nord Gianluca Cirignoni. Il consigliere – riferisce una nota della Regione – spiega che «con il nostro emendamento avevamo allargato i benefici di riduzione d’imposta a ristoratori ambulanti e commercianti, che si approvvigionino per il 35 per cento di prodotti a chilometri zero». «La presentazione in Aula di un progetto di legge senza norma finanziaria – continua – la dice lunga sull’uso solamente propagandistico della legge approvata, che rischia di rimanere, per la valorizzazione della filiera corta, una mera dichiarazione d’intenti. Riconosciamo l’importanza e il diritto dei cittadini di associarsi in gruppi di acquisto solidale per ottenere condizioni più vantaggiose, ma il finanziamento dei Gasp è una chiara manovra della maggioranza per crearsi riserve di consenso a pagamento, che crea una discriminazione tra i cittadini consumatori umbri per la quale chi si assocerà avrà una parte della spesa pagata dalla Regione, mentre chi non lo farà rimarrà con il cerino in mano». Per Cirignoni «questa legge è uno schiaffo in faccia ai tanti piccoli e medi commercianti, che con il loro lavoro contribuiscono a differenziare l’offerta, a renderla efficace e a vitalizzare i nostri centri storici, che rischieranno di fare la fine del vaso di coccio tra i due vasi di ferro: Gasp ‘drogatì dal contributo regionale e grande distribuzione».

