di Mar. Ros.
Da quello di Fratelli d’Italia ai due della Lega, passando per quelli di Forza Italia e del Pd, sono cinque gli emendamenti presentati al Dl Agosto coi quali si propone di sopprimere l’articolo 61 che tende ad accelerare il processo di accorpamento delle Camere di commercio nel rispetto del numero limite massimo fissato a 60, ma non sono gli unici dispositivi a rappresentare un’ancora di salvezza per l’ente ternano di Largo Don Minzoni. In tutto, le proposte di modifica in materia sono 32, anche se molte di queste sono perfettamente sovrapponibili, fatta eccezione per il colore politico dei proponenti. Quelle all’articolo 61 in generale, molte di più.
NO ALL’ACCORPAMENTO, ECCO PERCHÉ
Camera di commercio di Terni Molte le proposte di sospensione del processo di accorpamento delle Camere di commercio, si va dai pochi mesi (fino al 30 novembre 2020) fino ai tre anni, ma non sempre la questione si intende semplicemente rimandata. In molti casi, sia da forze di Centrodestra che di Centrosinistra, il sistema proposto prevede che il numero massimo di 60 Camere di commercio possa essere superato e che sia un Tavolo del ministero dello Sviluppo economico, con rappresentanti della Conferenza delle Regioni, enti locali, Unioncamere, rappresentanze associative e operatori economici, a concordare i criteri e le modalità per la revisione del processo, in relazione alle caratteristiche socio-economiche dei diversi territori coinvolti e delle condizioni economiche delle Camere di Commercio ancora non accorpate in modo da garantire la presenza capillare sui territori.
Dl Agosto A seconda delle proposte emendative cambiano i termini per completare tali passaggi ma sono comunque ancore di salvezza per l’ente ternano che di completare l’accorpamento con la Camera di commercio di Perugia non vuole saperne. Tra gli emendamenti, uno del M5s tende ad escludere dagli accorpamenti le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura che sono in attesa della definizione con sentenza dei procedimenti giudiziari amministrativi pendenti». L’ente guidato da Giuseppe Flamini potrebbe essere escluso dai processi di accorpamento anche se passasse l’emendamento per cui sono esclusi quelli in equilibrio finanziario. Diverse le opportunità per fermare la creazione della Camera di commercio dell’Umbria, ma tutto dipenderà dall’esito dell’iter in corso per il disegno di legge di conversione del Dl Agosto che la V commissione del Senato ha incardinato nelle settimane passate. Una nuova seduta dell’organismo parlamentare è prevista per il pomeriggio di martedì 22 settembre e fino a lunedì mattina c’è ancora tempo per i sub-emendamenti.
