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lunedì 30 novembre - Aggiornato alle 12:08

Camere di commercio Perugia e Terni, Unioncamere spinge per l’accorpamento

Dai ricorsi all’accelerazione nel Dl Agosto, sistema camerale: «Positivo, meno costi e più efficienza», la battaglia prosegue

 

di Mar. Ros.

«Gli accorpamenti delle Camere di commercio stanno portando risultati di efficientamento e risparmi concreti (in media del 10%), enti più grandi e più forti danno maggiore sostegno alle imprese e ai territori colpiti dall’emergenza sanitaria. È opportuno concludere la riforma, che stabilisce a 60 il numero massimo di presidi camerali e prevede peraltro la nomina di uno o più vicepresidenti per garantire l’equilibrio territoriale di rappresentanza. Casomai bisogna prevedere nuove e ulteriori funzioni delle Camere, ma la strada degli accorpamenti è senza dubbio la più giusta, porterà un risparmio annuo di 50 milioni di euro». Così Unioncamere in un documento sottoposto all’attenzione della commissione Bilancio in Senato, nell’ambito della discussione sul cosiddetto Dl Agosto, nel corso delle audizioni avviate dall’organismo parlamentare questa settimana.

Dl Agosto Art.61 “Tutti i procedimenti di accorpamento delle Camere di commercio disciplinati dal decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 219, pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, si concludono con l’insediamento degli organi della nuova camera di commercio entro e non oltre il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”. In caso di inerzia l’articolo prevede la nomina di un commissario straordinario. Questo recita il decreto agosto, dimostrando come di una razionalizzazione di tali enti si parli già da diversi anni.

Camere di Commercio «A giugno 2017  – si legge nelle carte depositate a Palazzo Madama – Unioncamere trasmise al ministero dello Sviluppo economico la proposta di riorganizzazione del sistema, che prevedeva la nascita di 60 nuove camere di commercio dalle 103 esistenti. Un testo, ricorda Unioncamere, approvato dall’assemblea dei presidenti degli enti camerali italiani con l’85% dei voti favorevoli.  Tra le altre, lì era indicata anche la Camera di commercio Perugia-Terni e il dossier fu approvato dalle commissioni competenti di Camera e Senato, Consiglio di Stato e Conferenza unificata. Ai primi ricorsi presentati in materia, la Corte costituzionale nello stesso anno accolse uno solo dei motivi esposti da Lombardia, Puglia, Liguria e Toscana: di fatto un nulla osta agli accorpamenti, molti dei quali portati infatti a termine già allora».

Enti camerali Altro capitolo della vicenda fu scritto nel 2018, quando furono presentati dei ricorsi al Tar del Lazio proprio contro il decreto del Mise, «da parte del solo 3% delle Camere di commercio esistenti» sottolinea Unioncamere. A ribadire il nulla osta agli accorpamenti previsti, è stata a questo punto la Corte costituzionale. Attualmente solo 40 Camere di commercio si sono già accorpate dando vita a 17 enti mentre; 28 manterranno l’assetto originario perché già rispondenti ai requisiti di legge, mentre 38 devono portare a compimento l’iter di accorpamento che darà vita a 16 nuovi enti: in questa lista Perugia e Terni.

Unioncamere Il parere espresso dall’ente pubblico che unisce e rappresenta istituzionalmente il sistema camerale italiano, è inserito in un dossier che di fatto dipinge quella della Camera di Commercio di Terni, supportata dai sindaci della provincia, nonché dal numero uno di Palazzo Bazzani e da consiglieri comunali della città, come una battaglia pressoché isolata. Eppure non manca, nell’ambito dall’altra grande partita del governo, ovvero il Dl Semplificazioni, chi chiede un rinvio dell’accorpamento delle Camere di commercio:  i senatori di Fi Massimo Mallegni e Luigi Vitali nell’ambito delle commissioni che stanno analizzando il testo decreto.

Perugia e Terni «Il gruppo di Forza Italia, in una battaglia serrata che dura ormai da giorni in commissione, è stata in grado di far ‘digerire’ alla maggioranza il rinvio dell’accorpamento delle camere di commercio. Ci siamo battuti come leoni per poter ottenere questo importante risultato a favore di una centralità del territorio a dispetto di una riforma folle voluta da Renzi e dal Centrosinistra che di fatto aveva tentato di distruggere il tessuto delle camere di Commercio italiane. Forza Italia porta avanti da anni questa battaglia e continuerà fino alla modifica totale della riforma e alla sua cancellazione». La battaglia per la difesa della Camera di commercio di Terni prosegue.

 

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