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Summit di Confindustria a Scheggino (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

«Con le bozze di decreto serve grande cautela, ma in base agli schemi in nostro possesso tra gli aiuti alle imprese non c’è il riconoscimento del danno indiretto né la zona franca».

Confindustria incontra gli imprenditori terremotati Così Giuseppe Mele, dirigente di Confindustria, mercoledì pomeriggio a Scheggino di fronte alla platea composta da una settantina di imprenditori terremotati della Valnerina e di Spoleto, oltreché da sindaci e assessori del territorio. Ad aprire i lavori la presidente della sezione locale dell’associazione di categoria, Laura Tulli, e la sindaca Paola Agabiti che sono tornate a calcare la mano sullo spopolamento della zona montana già di per sé fragile, ma anche sul crollo delle presenze turistiche, dopo il 24 agosto azzerate nell’area del cratere. Entrambe hanno posto come prioritaria anche la questione delle infrastrutture e poi sollecitato interventi a sostegno delle imprese.

Attesa per il nuovo decreto Naturalmente fino alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del terzo provvedimento per l’emergenza terremoto, nella migliore delle ipotesi prevista entro la settimana, non c’è certezza dei contenuti ma ormai da più parti trapela grande delusione e profonda preoccupazione per il capitolo del sostegno alle imprese colpite dal sisma, anche se nella conferenza stampa della scorsa settimana era stato lo stesso premier Paolo Gentiloni a spiegare che per gli aiuti alle aziende è al vaglio un pacchetto specifico di misure, che dovrà essere definito entro il perimetro dei dettami europei.

«Non c’è riconoscimento danno indiretto» E in questo senso Mele, coordinatore del gruppo di lavoro creato da Confindustria dopo il sisma, ha spiegato: «C’è da fare grande attenzione perché l’Italia negli anni ha accumulato una decina di procedure di infrazione nell’ambito del riconoscimento degli indennizzi alle aziende a seguito di calamità naturali con gli imprenditori che in alcuni casi sono stati chiamati a restituire le somme. Parlare di danno indiretto è improprio – ha detto Mele – ma a livello comunitario è accettato il riconoscimento della riduzione dell’attività economica, ma nonostante ciò da quello che finora sappiamo sul decreto la misura non è prevista».

Testo unico per le calamità Anche per evitare le procedure di infrazioni, Mele è tornato a mettere sul tavolo un tema particolarmente caro a Confindustria, ossia la definizione di un Testo unico per le calamità, «che darebbe da subito certezza alle imprese senza attendere i decreti, e permetterebbe di definire regole certe, fermo restando che negli ultimi venti anni le misure adottate per fronteggiare sono state le stesse».

«Sul turismo solo promozione non basta» Al pari del capo della Protezione civile regionale, Alfiero Moretti, il dirigente di Confindustria ha valutato positivamente una serie di interventi previsti dal governo come la busta paga pesante; il risarcimento al 100% anche per le seconde case in borghi storici; la microzonazione sismica; e l’addio alle commissioni paritetiche in favore delle commissioni regionali: «Per ogni questione si dice che pesa il nodo delle risorse ma paradossalmente in questo caso – ha detto Mele – le coperture ci sono fin dal primo decreto e altre ne sono arrivate coi fondi comunitari ma per usarle serve programmazione e pianificazione che l’Umbria è in grado di mettere in campo. Al momento si parla tanto di rilancio del turismo ma vediamo solo promozione quando invece l’obiettivo è riqualificarlo».

Sportello unico per risarcimento danno e investimenti Poi i problemi burocratici a cominciare dai più semplici, come quello segnalato dal direttore generale della Bcc di Spello, Maurizio Del Savio, che ha chiesto un portale web dove le imprese possono trovare schematicamente tutte le informazioni utili «perché – ha detto – il linguaggio legislativo non è di facile accesso agli operatori». Sulla semplificazione Mele in tandem con la sindaca Agabiti ha lanciato anche la proposta di unificare le procedure di risarcimento del danno e degli investimenti attraverso l’istituzione di uno sportello unico.

@chilodice

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.