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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 22:40

Dal Red Zone al metanodotto fino alle inchieste: i 13 anni di storia del ‘vascello fantasma’ di Ikea

Il racconto di una vicenda che tra tira e molla e carte bollate va avanti ormai dal 2006. Nel frattempo il mondo è cambiato

Un negozio Ikea

di Daniele Bovi

Come il vascello fantasma dell’«Olandese volante», quello che secondo la mitologia nordica è costretto da un destino avverso a solcare in eterno i mari, senza meta e senza la possibilità di toccare terra. La fantasmatica nave svedese di Ikea, carica di mobilio e articoli per la casa a basso costo, ormai da 13 anni aleggia a mo’ di spettro sopra le terre dell’Umbria e per raccontarne l’errabonda storia, ricca come da copione di colpi di scena, passi in avanti e indietro, difese e attacchi, silenzi e ritorni di fiamma, bisogna unire molti puntini; dal Red Zone, spettrale ormai anch’esso, a San Martino in Campo, da Corciano a Magione, da Lidarno a Deruta. Una storia che inizia quando a governare l’Italia era il Prodi bis, quando nella nazionale di lì a poco campione del mondo giocavano Del Piero e Zaccardo, quando la crisi sembrava ancora lontana e nel Belpaese il valore dell’e-commerce era di circa 4 miliardi di euro, mentre nel 2018 è di poco meno di 30.

IKEA ‘CONGELA’ COLLESTRADA

Gli albori Per la prima volta a Perugia si sente parlare di Ikea nel marzo del 2006, quando la stampa locale riporta indiscrezioni su un possibile interessamento degli svedesi per l’area della discoteca Red Zone; di lì a breve un manager dell’azienda spiega che sì, a media o lunga scadenza Ikea potrebbe arrivare anche in Umbria. La questione torna d’attualità però solo nel 2008, negli ultimi scampoli del Locchi II quando si parla, oltre che del Red Zone, anche del terreno comunale di Lidarno (oggetto di innumerevoli aste, tutte fino a oggi fallite), di Deruta, Ospedalicchio, Bastia, Marsciano e pure delle ex ceramiche Falcinelli di Spello. Poi a spuntare è San Martino in Campo, la frazione che occuperà per lungo tempo le cronache economico-giudiziarie. L’apertura? prevista tra il 2010 e il 2011, con tanto di centro direzionale del gruppo per l’intero Centro Italia e oltre 200 assunzioni rigorosamente divise tra i diversi Comuni.

A COLLESTRADA SOLO UN PUNTO «PROGETTA E ARREDA»

Il terreno e l’esposto Attenzione però perché la trattativa è complessa: il terreno di San Martino è delle Opere pie riunite (istituto pubblico di assistenza e beneficienza comunale), che non troppo prima dei rumors su Ikea lo cede a un imprenditore in cambio di alcuni vigneti a Montefalco. Il primo pezzo di carta ufficiale, contenente una manifestazione di interesse scritta, sarà depositato in Comune solo il 29 aprile 2009. Nel frattempo però le polemiche montano: associazioni del mondo economico, temendo contraccolpi per le piccole realtà, sono in allarme per lo sbarco di Ikea mentre Italia Nostra – per ironia della sorte guidata all’epoca dall’attuale vicesindaco Urbano Barelli – presenta un esposto in Procura (che disporrà acquisizioni e aprirà un primo fascicolo) ponendo tutta una serie di interrogativi, a partire dal fatto che il terreno è classificato come «agricolo di pregio»; e infatti per la nascita di Ikea servirebbe una variante al Piano regolatore, così da trasformarlo in edificabile e a uso commerciale. Esposto a parte gli intoppi, così come le polemiche dei partiti sinistra e delle associazioni, non mancano.

TUTTO SU IKEA A PERUGIA

Dalla Bolkestein al metano La Regione deve recepire le direttive europee e modificare il Piano del commercio per far sì che l’insediamento svedese diventi realtà e a fine 2009, ultimi metri del Lorenzetti bis, la pratica langue mentre il Prc dalla maggioranza bombarda «le tre “C”,», al secolo «cavatori, cementieri e costruttori». La modifica nonostante le polemiche roventi arriva all’ultimo secondo della legislatura, cioè nel febbraio 2010 e ad aprile il Comune (meno di un anno prima era stato eletto Wladimiro Boccali) si prepara a un nuovo confronto con l’azienda. A luglio, finalmente, c’è il deposito del progetto e in Comune parte l’iter per la variante, anche se nel frattempo spunta pure un metanodotto che taglia in due il terreno e complica le cose. La macchina però continua a camminare: a gennaio 2011 il progetto viene illustrato alle commissioni consiliari e a fine mese la giunta adotta l’atto che segna l’avvio della fase di concertazione, mentre a marzo parte il procedimento per la variante.

ANAS: «CON IL NO PIANI POTREBBERO CAMBIARE»

L’inchiesta L’unico a dire no a quest’ultima in consiglio comunale è Pierluigi Neri (Pdci) e, arrivati a questo punto, in molti sono convinti che le porte si apriranno nel 2013. E invece la nave inizia a perdersi nelle nebbie e i contorni del maxi negozio, nonostante la prima riunione della Conferenza dei servizi (ben 41 i soggetti partecipanti) si fanno via via sempre più indefiniti all’orizzonte. A Torino Ikea se ne va dopo il mancato cambio di destinazione di un terreno e a Perugia, letta la notizia, il Comune rassicura: «L’azienda è soddisfatta per come le pratiche vanno avanti». In più a snellire il percorso ci pensa la Regione, secondo la quale non serve la Via, cioè la Valutazione di impatto ambientale (decisione fortemente criticata da Italia Nostra). La vicenda prende la rotta giudiziaria a ottobre, quando esplode fragorosamente l’inchiesta sul terreno di San Martino in campo: polizia e fiamme gialle acquisiscono carte alle Opere pie, cercando di capire i contorni della permuta e di quel bonus da 1,5 milioni che la Sea (ditta marscianese che ha sviluppato il progetto), si era impegnata a pagare qualora la variante al piano regolatore fosse stata approvata a Palazzo dei Priori entro il 31 dicembre 2010; un ok che però, a quella data, non c’è ancora.

Tutto archiviato Due gli indagati, cioè Claudio Umbrico di Sea e l’ex amministratore delle Opere Pie Riunite Marco Brucolini. Le accuse? corruzione e abuso d’ufficio. L’inchiesta non sfiora né il Comune né Ikea e nel giro di alcuni mesi il capitolo giudiziario finirà nel nulla: il 10 febbraio 2012 il gip Alberto Avenoso archivia tutto: i passaggi di denaro legati alle vendite e alle permute di terreni tra Brucolini e Umbrico, «appaiono tutti logicamente concatenati e giustificati». Quanto al bonus, «nulla era deciso, e non si poteva sapere, ex ante, se Ikea avrebbe davvero investito». L’inchiesta scaturita dall’esposto dunque finisce in una bolla di sapone e di sicuro la vicenda non ha aiutato: il progetto infatti viene di fatto scongelato solo dopo l’archiviazione tanto che a fine marzo i vertici di Ikea confermano che Perugia sarà inaugurata nel 2014. A giugno a Palazzo dei Priori si parla anche dei colori, che devono essere rispettosi del contesto, e in estate c’è la prima conferenza dei servizi che mette sul tavolo 17 prescrizioni; tra settembre e a ottobre il vascello è in secca: Perugia non è nel piano triennale di Ikea tanto che il progetto, sostengono gli svedesi, «è in revisione».

In revisione Nel 2013, di fatto, nessuna novità o quasi: a febbraio nuovo vertice tra Comune e azienda, dove viene ribadita la volontà di costruire il negozio anche se – questo a posteriori rappresenta un campanello di allarme – i manager spiegano che bisognerà tenere conto anche della crescita dell’online. Risultato? a fine maggio il progetto è di nuovo «in revisione». Del dossier si riparla nel 2014, quando a febbraio Ikea inaugurando lo store di Pisa (lì le cose sono riuscite ad andare avanti) sostiene che Perugia rientra ancora nei piani. Le inchieste e le altre vicende però, compresa quella del proprietario di una piccola ma importante rata di terreno a San Martino che ha fatto lievitare la sua richiesta, incidono e in primavera si rincorrono le indiscrezioni sull’interessamento di Ikea per appezzamenti tra Corciano e Magione: «Siamo pronti ad accogliere l’azienda» sottolineava il sindaco Cristian Betti, specificando però che contatti ufficiali non c’erano stati. Boccali, ovviamente, interviene e chiede agli svedesi quali sono le loro intenzioni ma nel frattempo ci sono le elezioni.

Collestrada naufraga Andrea Romizi si insedia e a giugno si scopre che Perugia «rimane un’opzione» anche se poche settimane dopo, a ottobre, Ikea spiega che sta ancora cercando la location giusta. È solo verso la fine del 2014 che spuntano le prime indiscrezioni su Collestrada anche se, per un primo incontro in cui parlare concretamente dell’ipotesi connessa al maxi ampliamento del centro commerciale esistente da parte di Eurocommercial, bisognerà aspettare il giugno del 2016. Il resto è storia d’oggi: da mesi Ikea, complice l’esponenziale crescita dell’online, sta rivedendo le sue scelte che la stanno portando verso l’apertura di piccoli negozi nel centro delle città, dando così maggiore spazio alle consegne a domicilio attraverso le vendite online e trasformando i vecchi grandi magazzini di periferia in centri di distribuzione. Un quadro nell’ambito del quale un progetto concepito dieci anni fa, in un altro mondo, non può non subire contraccolpi. «Sembra che finora t’abbia perseguitato una maligna stella» fa cantare Wagner a Daland nell’«Olandese volante».

Twitter @DanieleBovi

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