Pubblichiamo l’intervista realizzata da Fabrizio Ricci a Vincenzo Sgalla per Quadrato rosso
Non ce n’era nemmeno uno, su 570. I dipendenti della Brunello Cucinelli hanno disertato in massa, senza eccezioni, la prima assemblea sindacale convocata la scorsa settimana nell’azienda di Solomeo da Cgil, Cisl e Uil.
Un messaggio chiaro ai sindacati. Una dimostrazione del fatto che i lavoratori della Cucinelli stanno bene così e non vogliono saperne di rappresentanza e organizzazione, di assemblee e Rsu, di eleggere i propri rappresentanti e contrattare salario e diritti, o magari le ferie nel periodo estivo, con il datore di lavoro. Loro di tutto questo non hanno bisogno. Grazie e arrivederci. «Ma questa favoletta non se la berrebbe nemmeno mio figlio che ha tre anni», commenta Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil di Perugia, che si dice per niente sorpeso dall’esito dell’assemblea in azienda: «Se prima avevamo il sospetto che alla Cucinelli qualcosa non andasse, ora abbiamo la certezza che in quell’azienda ci sono gravi problemi di democrazia e di libertà. Quindi il nostro lavoro a Solomeo non solo non è finito, ma è appena iniziato».
Scusi Sgalla, ma perché è così convinto? Non può essere semplicemente che quei lavoratori non sono interessati al sindacato e quindi hanno disertato l’assemblea?
La mia esperienza mi dice che normalmente, in posti di lavoro di dimensioni così importanti, il sindacato ha una credibilità e un seguito certamente parziali tra i lavoratori. Mi è capitato solo una volta, in una grande azienda di acque minerali, in Campania, di incontrare una situazione simile. E in quel caso i problemi erano di altra natura. Insomma, posso anche arrivare ad accettare l’idea che a Solomeo, per “orientamento filosofico” ci siano delle resistenze nei confronti del sindacato, ma che nessuno dico nessuno su 570 lavoratori abbia interesse ad ascoltare quello che abbiamo da dire, o a confrontarsi con i suoi colleghi di lavoro in maniera libera, beh, questo veramente mi pare ridicolo.
E allora, quale è la sua interpretazione dell’assemblea andata deserta?
Sappiamo che qualche giorno prima il proprietario dell’azienda, il signor Cucinelli, ha convocato tutti i lavoratori ad un incontro in fabbrica e questi, naturalmente in maniera libera, hanno partecipato e ascoltato quello che il loro datore di lavoro aveva da dire, comprese le sue opninioni sui sindacati, sulla loro utilità e sulla loro contemporaneità. Allora, ci viene il dubbio che la libera opinione di Cucinelli possa aver in qualche modo orientato i suoi dipendenti, o almeno alcuni di essi.
E allora adesso cosa intendete fare?
Intanto è fondamentale che la proprietà e i dirigenti di quell’azienda capiscano che è sbagliato pensare di fare impresa senza tenere conto dell’interesse sociale dei lavori e dei loro diritti, cioè del sindacato. Non a caso lo scorso 28 giugno, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e la nostra segretaria generale, Susanna Camusso, hanno sottoscritto insieme a Cisl e Uil un accordo che sancisce un principio fondamentale: nel nostro Paese i rapporti tra datore di lavoro e lavoratori vengono mediati dai sindacati, sia dell’impresa che dei lavoratori.
Sì, ma alla Cucinelli per il momento le cose non stanno così. Che armi avete per cambiare la situazione?
Faremo come ci hanno insegnato i nostri padri in situazioni simili: andremo con altri lavoratori davanti ai cancelli all’inizio e alla fine dei turni per informare tutti i dipendenti della Cucinelli di quali sono i loro di diritti e a cosa stanno rinunciando e per ascoltare quello che potrebbero averci da dire. Chiederemo alla Confindustria di Perugia di sollecitare l’imprenditore ad un comportamento non lesivo delle regole ed infine valuteremo con le nostre strutture se esistono i presupposti per un procedimento ex articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori per comportamento antisindacale.


Evidentemente nel regno medioevale di Solomeo esiste una sola legge, quella del console onorario Brunello Cucinelli…..
adesso cercheranno di sfasciare l’unica azienda italiana che va forte in tutto il mondo,nonostante la crisi