I lavoratori in Comune

di Marco Torricelli

Faceva caldo, nella piccola sala del consiglio comunale di San Gemini. Anche perché era piena come un uovo. Il sindaco, Leonardo Grimani, non aveva a fianco gli assessori, ma dei sindacalisti e, di fronte, non c’erano i consiglieri, ma i lavoratori della Sangemini. Spaventati e, pure, parecchio nervosi.

La scadenza Perché quello che tutti dicevano di voler evitare, ma che tutti temevano, si è puntualmente verificato. Si è arrivati a pochissimi giorni dalla scadenza – fissata per venerdì 26 – del termine entro il quale la proprietà della Sangemini avrebbe dovuto presentare il piano aziendale, per accedere alla procedura di ‘concordato in continuità’ da parte del tribunale, ma di quel piano non c’è traccia. Tanto che la proprietà aveva disertato la riunione programmata per venerdì scorso.

La trattativa Nel frattempo, però, come Umbria24 aveva anticipato il 10 luglio scorso, tra Roberto Rizzo, il ‘padrone’ e Carlo Pessina, patron del gruppo Norda-Gaudianello, era stata avviata una trattativa (pare con la benedizione delle banche) che dovrebbe portare la Sangemini a passare proprio sotto il controllo del gruppo originario della Valsassina. Ma la strada, che già è in salita di suo, sarebbe pure piena di buche larghe come crepacci.

La ‘new co’ Stando alle indiscrezioni, durante lo scorso fine settimana sarebbe stata raggiunta un’intesa di massima che prevederebbe la creazione di una ‘new co’, controllata da Pessina, che prenderebbe in affitto il ramo d’azienda Sangemini. Sulla base di questo si ipotizza che venerdì prossimo potrebbe essere chiesta una proroga di due mesi, al tribunale, per portare a termine le operazioni societarie e presentare, poi, il piano industriale, stavolta messo a punto da Carlo Pessina.

L’assemblea E proprio per parlare di questo – anche di questo – i sindacati e i lavoratori hanno deciso che fosse il caso di ritrovarsi in assemblea «e quando mi è stato chiesto di poterla tenere qui, in Comune – ha detto il sindaco – ho accettato con piacere, perché siamo orgogliosi di essere, come sempre, al fianco dei lavoratori». La tensione è alta, però: «Non ci piace quest’idea della ‘new co’ e dell’affitto del ramo d’azienda – hanno subito chiarito i lavoratori – perché il rischio è che il nuovo padrone si possa scegliere i lavoratori da portarci dentro, lasciando fuori gli altri».

Il passivo Il problema principale resta quello dei conti. Sangemini aveva perso 56,9 milioni di euro tra il 2006 e il 2008 «e altri 50 ne ha persi sotto la gestione di Rizzo – ha detto l’assessore Luciano Bisonni, da sempre molto critico con la proprietà – e non permetteremo che questa gestione disastrosa sia scaricata sulle spalle dei lavoratori e della comunità di San Gemini». Il bilancio 2012 di Norda, invece, si è chiuso con ricavi netti per 69 milioni di euro (con un calo del 3% rispetto al 2011) e un calo dei volumi 5,53%. L’utile netto, invece, è stato di 643mila euro.

La polemica All’assemblea era stato invitato anche l’assessore regionale Vicenzo Riommi: «Che non c’è – è intervenuta l’assessore Mimma Trotti – ed io mi sento mortificata da questa sua assenza. Noi, come amministrazione comunale – ha proseguito con tono accorato – abbiamo sempre cercato di dialogare, ma spesso non ci sono state date risposte». Proprio su Riommi, che ha sempre tenuto in mano il filo della vertenza, si sono concentrati molti dei malumori dei lavoratori: «Non è stato mai chiaro – attacca uno di loro – e noi non accetteremo più che si decida a Perugia per il nostro futuro, magari emarginando i sindacati».

I sindacati I quali, da parte loro, hanno sottoscritto un documento nel quale, in sintesi, si dice che il gruppo Pessina, cioè, a dire il vero loro restano ancora sulle generali e parlano a «chiunque sia il possibile soggetto imprenditoriale interessato alla Sangemini», dovrà tener conto del fatto che «non c’è disponibilità a trattare se non partendo da alcuni presupposti: la presentazione di un piano industriale credibile; la salvaguardia di tutti i 139 posti di lavoro; la continuità produttiva, evitando scorciatoie come quella rappresentata dal fallimento; il mantenimento dell’unitarietà delle attività produttive; la ricostruzione di un rapporto di fattiva collaborazione con il territorio».

La Regione Venerdì, a meno di ‘sortite’ anticipate da parte dei possibili nuovi proprietari, se ne saprà di più: «Ma deve essere chiaro fin da ora, soprattutto a loro – ha detto il segretario della Cgil di terni, Attilio Romanelli – che di fronte si troveranno un sindacato compatto e determinato». Mentre il sindaco Grimani non ha evitato di inviare un messaggio, forte, alla Regione: «Ci aspettiamo, adesso – ha concluso – un salto di qualità nella sua iniziativa, perché la trattativa ripartirà da zero e, per quanto mi riguarda ne sono certo, potremo contare sulla vicinanza concreta da parte dell’intera giunta regionale»

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